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Sei in attesa dell’esito degli esami e hai mille ansie che ti assalgono?

Ho appreso dalla vita una grande lezione: non ho mai conosciuto una persona che si è procurata una ferita prima di cadere.

Un passo alla volta, una cosa alla volta, non fasciarti la testa prima di romperla. Sono questi i consigli che le persone care ci hanno sicuramente dato in tutti quei momenti che ci siamo trovati in difficoltà, o magari nel momento in cui ci siamo sentiti tremendamente smarriti di fronte ad un problema che sembrava più grande… molto più grande di noi.
E invece alla fine, se ci pensiamo bene, tutti i problemi, tutte le ansie, tutti gli imprevisti, li siamo riusciti a superare perché li abbiamo affrontati nel modo corretto. 
Ogni serratura possiede una chiave e ogni cassaforte ha la sua combinazione, così come ogni problema ha la sua soluzione. L’attesa non è nient’altro che una sospensione temporanea, destinata inesorabilmente a scemare, a scomparire nel buio dei nostri ricordi, sigillata in un cassetto che non riapriremo più. In questo caso butteremo l’unica chiave, in grado di riaprire questa situazione di attesa, in un pozzo ideale talmente profondo da scordare anche di aver vissuto un momento del genere. 
Questo però è quello che farai, mentre quello che devi fare ora, adesso, è gonfiare il petto con un bel respiro, rilassarti e concentrarti sulla cosa più bella che la vita ti ha offerto. Il resto non conta più ormai, perché ora sai affrontare le sfide che ti si presenteranno davanti. Senza paura.

CONSIGLI UTILI PER TE

FALSE CREDENZE LEGATE AL DIABETE

Come in molte altre malattie croniche, anche al diabete circolano leggende e falsi miti. Ecco i più comuni.

Così come per altre patologie, un basso o parziali livello di informazione genera un proliferarsi di informazioni non corrette o poco puntuali, se non addirittura a volte “irreali”.

Di seguito si riportano le false credenze più diffuse e comuni.

Il diabete è contagioso 

Non è vero. Il diabete non è causato da virus o batteri, pertanto non si trasmette come un raffreddore o altre malattie infettive.

Le persone affette da diabete non possono mangiare dolci 

Falso. All’interno di un regime alimentare discusso con il proprio medico, e supportato da un’adeguata attività fisica, anche il diabetico può mangiare dolci. Non ci sono preclusioni assolute se la dieta è ben bilanciata e controllata.

Mangiare troppo zucchero provoca il diabete 

Non è lo zucchero che provoca il diabete, ma una predisposizione genetica a cui si aggiungono abitudini scorrette e uno stile di vita non equilibrato, che porta al sovrappeso e aumenta il rischio di sviluppare un diabete di tipo 2.

I diabetici non possono fare sport 

Falso. In passato alle persone diabetiche veniva sconsigliata l’attività fisica per prevenire il rischio di improvvisi cali di glicemia. Oggi, invece, lo sport è riconosciuto come un vero e proprio toccasana per questi pazienti, poiché abbassa il livello degli zuccheri nel sangue e permette di regolare i pasti. Inoltre, l’attività fisica contribuisce alla riduzione dei diversi fattori di rischio, come ipertensione e sovrappeso, che favoriscono complicanze della malattia.

Chi ha il diabete non può prendere la patente 

Falso. La persona con diabete può prendere la patente, purché si impegni a salvaguardare il più possibile il proprio stato di salute adottando alcune precauzioni. Ad esempio, in caso di lunghi viaggi si raccomanda di tenere sempre a portata di mano cibi a base di zuccheri a rapido assorbimento (cracker, caramelle o zollette di zucchero, bibite zuccherate) per fronteggiare un’improvvisa caduta glicemica.

La dieta delle persone con diabete deve escludere il cioccolato 

Falso. Le persone diabetiche possono mangiare il cioccolato, a patto che ne consumino in quantità moderata. E’ preferibile il cioccolato fondente.

Gli alcolici sono assolutamente vietati.

Falso. Anche per quanto riguarda gli alcolici non vi sono restrizioni drastiche. La persona affetta da diabete non deve privarsi del piacere di un buon bicchiere di vino, deve solo evitarne gli eccessi, come tutti. Un moderato consumo di vino o birra – meglio se a bassa gradazione alcolica – non è dannoso, ma è sempre consigliato il consumare di bevande alcoliche durante i pasti, e non a stomaco vuoto.

I salumi devono essere eliminati dalla tavola 

Falso. Un paio di fette di prosciutto o di altri insaccati alla settimana non sono pericolosi per le persone con diabete. Meglio scegliere, però, quelli meno ricchi di grassi e calorie (es. bresaola).

La terapia insulinica porta complicanze 

Falso. Non è la terapia con insulina ma il diabete non trattato che peggiora lo stato di salute dei pazienti. La terapia insulinica infatti riduce la possibilità dell’insorgere di complicazioni patogene di lungo termine.

I CAMPANELLI D'ALLARME DEL DIABETE

Il diabete per le sue caratteristiche viene spesso definito “killer silenzioso” per lo sviluppo a volte latente delle principali complicazioni spesso causate dall’inconsapevolezza del paziente di avere tale patologia o per una gestione di questa discontinua o poco attenta. Per questo motivo è fondamentale eseguire tutti i controlli e sviluppare una ferrea volontà di cura di sé, due elementi che concorrono a rendere la patologia pressoché innocua.

Non è infatti né semplice né immediato riconoscere i sintomi del diabete, in particolare se si tratta del diabete di tipo 2, la forma più diffusa, che al suo esordio non dà sintomi ben definiti e spesso sfugge alla diagnosi.

In genere, però, vi sono comunque sempre segnali che, se presi in considerazione, possono mettere in allarme (alcuni di questi se si presentano in modo isolato non devono comunque destare preoccupazione, ma in ogni caso indagarli non può che portare benefici).

Ecco di seguito i principali sintomi precoci del diabete  

Frequente necessità di urinare:  l’urgenza di andare spesso in bagno, soprattutto nelle ore notturne, potrebbe essere dovuta all’eccesso di glucosio circolante che il rene elimina attraverso le urine.

Sete esagerata:  l’ingente perdita di liquidi attraverso le urine può comportare uno stato di disidratazione che induce una sensazione di sete inappagabile.

Spossatezza e irritabilità   inusuali:  l’incapacità di trasportare il glucosio nelle cellule priva queste del nutrimento necessario ad acquisire energia, facendo così comparire sintomi come stanchezza fisica e mentale continua.

Aumento della fame:  quando alle cellule non arriva sufficiente glucosio, esse non hanno l’energia per funzionare normalmente. Questo porta l’organismo a pensare di non aver assunto abbastanza cibo e quindi a richiederne ancora

Perdita di peso repentina e immotivata:  compare in modo accentuato nel diabete di tipo 1, mentre può essere meno evidente nel diabete di tipo 2, poiché, all’esordio della malattia, la maggior parte delle persone colpite è in sovrappeso. Anche in questo caso la causa è da ricondursi alla carenza di glucosio cellulare, che porta l’organismo a ricavare energia in modo alternativo, ovvero dal tessuto muscolare e dal grasso, causando così perdita di peso.

Visione offuscata:  alti livelli di zucchero nel sangue causano un rigonfiamento del cristallino (la “lente” dell’occhio) alterando la visione.

Formicolio e intorpidimento: sintomatologia che si presenta in mani e piedi, insieme a bruciore o gonfiore, se i livelli di glucosio nel sangue restano elevati per molto tempo, poiché questa condizione danneggia i nervi, specie a livello degli arti.

Prurito diffuso:  disturbo generalmente causato dalla secchezza eccessiva della pelle, dovuta dalla disidratazione, ma anche da un ridotto funzionamento delle ghiandole sebacee secondaria ai danni che il glucosio elevato causa alla circolazione sanguigna.

Guarigione lenta di tagli e lividi:  l’eccessiva concentrazione ematica di glucosio, oltre a danneggiare i vasi, rende il sangue più viscoso, limitandone l’afflusso alle ferite dove è invece necessario per facilitarne la guarigione.

Maggior suscettibilità alle infezioni:  funghi e batteri prosperano più facilmente in ambienti ricchi di zucchero. Le donne, in particolare, saranno più soggette alla candidosi vaginale.

GLI ESAMI DA FARE

Laddove si riscontrino sintomi simili a quelli descritti, oltre a consultare il proprio medico curante sarà necessario effettuare alcuni esami di controllo, che andranno ad indagare i principali valori di riferimento per la diagnosi. Infatti questa patologia si verifica solo quando determinati valori sono confermati.

Di seguito si riporta l’elenco degli esami necessari e dei valori di riferimento per la diagnosi della patologia diabetica.

- l'esame dell’ emoglobina glicata  (HbA1c), non prrileva un valore uguale o superiore a  6.5% ;

- la  glicemia  misurata in laboratorio è uguale o superiore a  126 mg/dl  (al mattino, dopo 8 ore di digiuno);

- la  glicemia  è uguale o superiore a  200 mg/dl  alla seconda ora dopo un carico orale di glucosio; 

- la  glicemia  è uguale o superiore a  200 mg/dl  in un momento qualsiasi della giornata in presenza di disturbi (sintomi) tipici della malattia.

- controllo della pressione arteriosa: diventa fondamentale per prevenire l’insorgenza di malattie cardiovascolari come l’ictus, la demenza, la cardiopatia ischemica ed ipertensiva o l’insufficienza renale o patologie oculari. Generalmente, i valori tra i quali deve oscillare la pressione, per non creare complicazioni o allarmismi sono 120 mm Hg per la “massima” e 80 mm Hg per la “minima.

-  esame delle urine: importante per comprendere la funzione del rene , la presenza di eventuali infezioni, un danno renale o la presenza di zucchero. Questo esame va eseguito tendenzialmente ogni 8 mesi circa.

esame del colesterolo: il colesterolo è dannoso per le arterie e, con valori alti per un lungo periodo, determina la formazione della placca aterosclerotica, responsabile degli incidenti cardiovascolari (infarto ed ictus). I valori di colesterolo corretti devono essere inferiori a 190 mg%.

La risposta che probabilmente stai cercando
FAQ 1 // Come capire se ho il diabete?

Per capire se si è effettivamente affetti da diabete occorre eseguire l'esame dell'emoglobina glicata (HbA1c); il valore rilevato da questo esame deve essere inferiore a 6%.

Un altro esame cardine per capire se si ha il diabete è quello della glicemia a digiuno. Infatti, valori di glicemia a digiuno uguali o superiori a 126 mg/dl in almeno due occasioni distinte sono diagnostici di diabete. Se i valori di glicemia sono più alti della norma, ma non sufficienti da confermare una diagnosi di diabete (valori compresi tra 110 mg/dl e 126 mg/dl) è necessario effettuare un test da carico orale di glucosio per confermare la diagnosi.

FAQ 2 // Quali sono i primi, generali, sintomi?

I primi sintomi di diabete si verificano con la necessità costante di urinare (poliuria) e dalla sete inusuale (polidipsia). Questi due fenomeni si verificano perché il glucosio eccedente viene espulso tramite le urine; per questo e per l'elevata perdita di liquidi con le urine, la cute e le mucose tendono ad essere disidratate, l’organismo nel complesso sente l’esigenza di reintegrare i liquidi e, perciò, si manifesta una sensazione di sete intensa.

FAQ 3 // È vero che il diabete altera l’umore?

Esiste una frequente combinazione tra diabete mellito e variazioni dell’umore; si stima che circa il 15-20% di persone diabetiche sviluppino una sintomatologia depressiva. Spesso la “caduta” del tono dell’umore passa in secondo piano rispetto alla diagnosi ed alla percezione della patologia. Anche per quanto riguarda la gestione del diabete, lo stato depressivo non è uno dei principali fattori d’analisi. Senza dubbio, trattare la depressione migliora la qualità di vita percepita del paziente diabetico e, sovente, anche i suoi parametri metabolici ne risentono positivamente. 

FAQ 4 // Che ruolo ha l’insulina nel diabete?

L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas e agisce come “veicolo di trasporto”, consentendo al glucosio – ottenuto dai cibi ricchi di carboidrati – di arrivare al sangue, dentro le cellule in cui viene usato come fonte di energia.

FAQ 5 // Perché l’oculista mi ha chiesto di fare un test per il diabete?

Solitamente l’oculista o l’oftalmologo, giocando d’anticipo sulla diagnosi di diabete, possono notare la presenza di una retinopatia diabetica, una delle complicanze provocate dal diabete. Questa retinopatia riguarda soprattutto i vasi sanguigni dell’occhio.

FAQ 6 // Un’insolita stanchezza potrebbe essere un segnale-allarme di diabete?

La considerevole perdita di energie dovuta al consumo di riserve energetiche alternative al glucosio può provocare stanchezza, anche in una situazione di riposo.

FAQ 7 // Quali sono i valori glicemici di riferimento nei bambini?

Per la diagnosi del diabete giovanile oggi si utilizzano dei valori di riferimento per la glicemia uguali per adulti e bambini.

In soggetti sani, che conducono una vita regolare e si alimentano correttamente, tendenzialmente nell’arco della giornata i valori della glicemia si mantengono tra i 60 e i 130 mg/dl. I valori di riferimento a digiuno sono compresi tra 65-100 mg/dl.

Valori di glicemia uguali o superiori a 126 mg/dl sono, secondo l’American Diabetes Association, da considerarsi possibili sintomi.

FAQ 8 // Non capisco come possa trarre beneficio dall’attività fisica, visto che seguo già, in modo rigoroso, una sana dieta mediterranea.

La sola dieta, seppur seguita rigorosamente, non è sempre sufficiente per prevenire o tenere a bada il diabete. La cosa migliore è unirla ad un programma di esercizio fisico costante. Dieta e movimento rappresentano le prime due armi naturali per combattere il diabete, specialmente il diabete di tipo 2.

L’attività fisica regolare e moderata (come viene consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) avvia una serie di eventi nell’organismo che plasmano la composizione del corpo. Se portata avanti con regolarità, aiuta a ridurre significativamente la quantità di tessuto adiposo favorendo quello magro: muscolatura, tessuto connettivo e ossa. Questo meccanismo favorisce l’incremento del metabolismo e migliora la resistenza fisica. Gli effetti dello sport si traducono non solo con un senso di benessere generale, ma anche in una riduzione della pressione sanguigna e del colesterolo “cattivo” (LDL, a bassa intensità), stimolando l’aumento del colesterolo “buono” (HDL, ad alta densità). Infine, migliorare la resistenza fisica aumenta la sensibilità all’insulina, il che si traduce in una diminuzione dei livelli di glicemia. Per ogni altro dubbio o condizione fisica particolare è bene rivolgersi al proprio medico o personal trainer per ottenere tutte le informazioni del caso. 

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