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DIABETICI “DOC": ALBERTO PATRUCCO, ATTORE

Alberto Patrucco, di professione 'incerta' (come dice di se stesso) ma noto al grande pubblico per i suoi vibranti monologhi alla trasmissione Zelig, ci racconta la sua vita con il diabete.

"Ave! Sono Alberto Patrucco. Professione... incerta: attore, cantattore, musicista... Mah, insomma, di tutto un po'. In due parole: un giullare. Ho 58 anni e con il diabete di tipo 1. A 18-19 anni scopro, mio malgrado, di essere diabetico, da un momento all'altro cambia la vita. E da un'esistenza normale, di un ragazzo... a parte me... normale insomma per quell'età, mi sveglio diciamo così con la vita completamente cambiata."

"Ho sempre ragionato un po' di testa mia perché io sono sempre stato uno un po' dedito agli eccessi, con moderazione... senza chissà quali cose..., quindi ho detto 'boh, chissà che fine avrei fatto se...!' Se non avessi avuto questa cosa. Probabilmente non sarei così sano! Allora, dice, sono sano perché sono ammalato."

"Ho fatto in modo che ci si seguisse, ci si rincorresse un po' entrambi: un po' era la malattia che seguiva me, un po' ero io che seguivo la malattia, però con molta moderazione. Cioè nessuno doveva prevalere sull'altro."

"Vivo questa attività probabilmente... certezze non ne ho, ma secondo me è stato un modo di reagire, io che sono sempre piuttosto cogitabondo, tipo 'no, questo non va', dico 'Mah! Vado! Vediamo cosa sarà!'"

"Proprio per questo vale la pena veramente di sdrammatizzare, di prendere coscienza della cosa e io che sono un pessimista di natura (sono terribilmente pessimista per due ottimistiche ragioni: primo, perché ci indovini quasi sempre, e secondo perché se ti sbagli vai incontro a una piacevole sorpresa, quindi conviene essere pessimisti), dico di prenderla bene questa cosa qui perché abbattersi non conviene."

"Anche perché, a dispetto di tutto, non si può neanche dire, con l'insorgere del diabete, quanta amarezza!"

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