Iniziativa realizzata con il
contributo scientifico di

Con il supporto
incondizionato di

Tom Hanks, in bilico sulla bilancia

«Non è una tragedia. Devo solo mangiare in modo corretto, fare esercizio fisico e perdere peso. Lo sto facendo e continuerò a farlo». È questa la semplice ricetta di vita di Tom Hanks, 57 anni, dopo aver scoperto di essere affetto da diabete di tipo 2. Il protagonista del recente Captain Phillips ha rivelato di essere ammalato durante una puntata del David Lettermann Show.

Una carriera lunga 20 anni
L'attore ha raccontato che i primi sintomi hanno fatto la loro comparsa una ventina d'anni fa, ai tempi di Philadelphia, film che gli ha valso il Premio Oscar. Ma li aveva totalmente ignorati. «Mi sentivo indolente, stanco e frequentavo più del solito il bagno. Beh, era normale che fossi stanco! E invece no».

Per Philadelphia Hanks ha dovuto perdere quasi 12 kg: secondo il medico che ha stilato la diagnosi, sono proprio i frequenti cali, ma soprattutto gli aumenti di peso necessari a interpretare i suoi personaggi che hanno contribuito a scatenare la malattia. Ha giocato di sicuro un ruolo, ha tenuto a specificare, anche la predisposizione genetica e uno stile alimentare scorretto. «Il medico è stato chiaro, non potrò più accettare ruoli che prevedano di ingrassare».

Premi e chili
Come, per esempio, quello di Jimmy Dugan, l'allenatore di baseball in Ragazze vincenti, film del 1992 per interpretare il quale la bilancia di Hanks ha segnato + 14 kg.

Per PhiladelphiaForrest Gump - secondo premio Oscar - e soprattutto, Castaway del 2000, l'attore ha invece dovuto ricorrere a una drastica dieta.

Per diventare il credibile naufrago sull' isola deserta, l'attore è dimagrito circa 22 kg, passando da 102 a 77 kg in breve tempo. Per quel ruolo ha ottenuto il Golden Globe e, secondo il dottor Steven Hurel, endocrinologo presso il London Bridge Hospital, anche un rallentamento della progressione della malattia.

«Calare così drasticamente di peso, infatti» ha dichiarato lo specialista all'Huffington Post U.K. «potrebbe aver fatto regredire lo sviluppo del diabete». E, di conseguenza, rallentare la diagnosi.

Ritorno a scuola?
«Al liceo pesavo poco meno di 45 kg. Ero scheletrico. Il mio medico sostiene che se riuscissi a tornare a quel peso e mantenerlo, potrei dimenticare la malattia. Okay, gli ho detto, sarò diabetico. D'ora in poi seguirò il corretto stile alimentare e farò movimento - mia moglie Rita mi tiene d'occhio - ma non intendo rinunciare a una Guinness ogni tanto».

Lascia un commento

Testo di sicurezza:*

Inserisci entrambe le parole sottostanti, con o senza spazi.
Le lettere non sono case-sensitive.
Non riesci a leggerlo? Provane un'altra