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Stan Laurel, dopo la diagnosi comportamenti virtuosi

«Il primo che vedo piangere al mio funerale, non gli rivolgo più la parola». Sublime battuta, una delle innumerevoli e indimenticate di Stan Laurel, il “nostro” Stallio, scomparso nel febbraio 1965 all’età di 74 anni. Sette mesi prima scriveva agli amici Vic e Gladys «mi sono infine deciso di andare in ospedale per riuscire a tenere sotto controllo il mio diabete. La stanza mi costerà 35 dollari al giorno: non credo di fermarmi più di una settimana».

L’ospedale che lo prese in cura era il West Valley Baptist Hospital di Encino e, in effetti, il suo soggiorno durò pochi giorni dopo i quali tornò a casa, a Santa Monica, “pieno di energie”.

A Parigi i primi sintomi
Stallio e il suo amico Oliver Hardy – Ollio – insieme in 107 film, accettano di girare in Francia, nel 1949, Atollo K. Sarà il loro ultimo lavoro e, secondo la critica, il peggior film di una straordinaria carriera.

Durante la lavorazione, Stan Laurel viene ricoverato d’urgenza a Parigi e la produzione si interrompe per mesi. Diagnosi: diabete. Il film viene terminato con l’attore visibilmente provato e dimagrito di ben 25 kg.

Non c’è niente da ridere
In questo momento della sua vita, dopo una serie di relazioni e quattro divorzi, il comico è sposato con la cantante lirica Ida Kitaeva Raphael, decisa a occuparsi della salute di Stan. Costretto amorevolmente a curarsi, l’attore incoraggia l’amico di sempre a girare film da protagonista.

E infatti, Oliver Hardy parteciperà a un paio di pellicole, tra cui Il ritorno del kentuckiano con John Wayne. Nonostante le attenzioni della moglie, Stallio ha una grave ricaduta nel 1953 ed è costretto all’infermità per settimane.

Dolori e sregolatezze
La perdita di un figlio di pochi mesi, del fratello (che era il suo autista personale) a causa di complicazioni insorte dopo un intervento odontoiatrico, i mille problemi con le mogli e le major cinematografiche, l’abuso continuo di alcol e sigarette hanno contribuito a scatenare la malattia, come sappiamo oggi.

Ma è anche vero che adottò infine uno stile di vita corretto tanto che, nell’ottobre 1964, scrive ad amici per ringraziare della deliziosa scatola di cioccolato ricevuto, di cui però ha solo goduto del profumo nonostante «sia stato tentato di rubarla».

Dai numerosi carteggi raccolti e conservati dallo Stan Laurel Correspondence Archive Project, si evince il costante interesse del comico per i problemi di salute propri e altrui; in una lettera ringrazia per il consiglio di assumere Digitalis per il suo cuore, in un’altra si chiede come i raggi X non abbiano potuto individuare la malattia di un’amica.

Assente al funerale di Ollio
Nel 1955 la coppia di comici più amata del mondo, passata indenne dal cinema muto al sonoro, è pronta a conquistare anche il piccolo schermo.

I due, infatti, hanno grandi progetti televisivi che, purtroppo, non vedranno la luce a causa di un attacco cardiaco di Stan, probabile conseguenza della sua patologia. E quando, due anni più tardi, si spegne Oliver Hardy, le condizioni di salute di Stan sono tali che il suo medico curante gli proibisce di presenziare al funerale.

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