iltuodiabete.it | IL DIABETE NON DEVE STARE TRA VOI E I VOSTRI SOGNI

Iniziativa realizzata con il
contributo scientifico di

Con il supporto
incondizionato di

IL DIABETE NON DEVE STARE TRA VOI E I VOSTRI SOGNI

Prima del diabete

Nel 1996 Gary Hall è ad Atlanta per la sua prima Olimpiade: 21 anni, energia da vendere e una sfida importante davanti a sé. Gareggia con i grandi nomi del nuoto come il campione russo Aleksandr Popov e conferma la sua carriera in rapida ascesa: 2 medaglie d’argento nelle gare individuali, 2 medaglie d’oro per le staffette. Gary Hall ha il nuoto nel DNA: il padre ha vinto 3 medaglie olimpiche negli anni ’70, il nonno è stato il suo primo “allenatore”, gli ha trasmesso la passione del nuoto sulle spiagge delle Bahamas, quando buttava in acqua le monetine per innescare la competizione tra i nipotini

La sfida del diabete

Il 18 marzo 1999 una notizia cambia la vita del nuotatore. Si sente sempre più stanco, continua ad avere sete, sviene in casa di amici: non è un malore passeggero, sono i sintomi del diabete di tipo 1. La diagnosi arriva qualche giorno dopo come un pugno in faccia insieme alle raccomandazioni dei medici: meglio lasciare il nuoto, sport agonistico e diabete non possono convivere. All’inizio non voleva crederci, pensava che il diabete fosse una malattia per vecchi, come del resto accade a chi non conosce il diabete.

Ma Gary Hall non è nato per arrendersi, non si ferma ai suggerimenti ripetuti e continua sulla sua strada. “Il diabete non deve stare tra voi e i vostri sogni” ha affermato in un’intervista: proprio così, il nuotatore ha fatto sua questa convinzione, ha continuato ad allenarsi con maggior determinazione controllando la glicemia anche 12 volte, entrando nella storia del nuoto come campione di nuoto e di vita.

Con il diabete

Un anno dopo la diagnosi Gary Hall ha partecipato all’Olimpiade di Sidney, la prima competizione da diabetico. Dopo le gare all’ultimo secondo con gli australiani, sfidati scherzosamente con un “Li suoneremo come chitarre”, ritorna a casa con 4 medaglie olimpiche, più soddisfatto ed emozionato della sua prima Olimpiade. Ricorda in un’intervista di essersi misurato la glicemia 10 minuti prima della gara, era a 140 mg/dl; 5 minuti dopo la competizione era salita a 388 mg/dl.

Gary Hall non sa mai come reagisce la glicemia alla tensione, alla prestazione di quel momento, allo sforzo fisico, ma ha sempre con sé il suo One Touch, in borsa come l’iPod, indispensabile. Lo porta fino ai blocchi di partenza: da quando ha scoperto di avere il diabete, si è documentato molto e ha preso tutte le dovute precauzioni.

Non mangia mai nulla senza calcolare che effetto avrà sulla sua glicemia, continua a controllare i valori anche più del necessario, i suoi allenamenti sono sempre effettuati in sicurezza. Gary Hall sa quali possono essere le conseguenze di un diabete non compensato, conosce le possibili complicanze a cui un diabetico può andare incontro, ma allo stesso tempo ha cercato di stare al passo con le Olimpiadi.

“Per i nuotatori le Olimpiadi sono gli eventi più importanti che il mondo gli offre e tu sei fortunato se hai questa opportunità. C’è ogni quattro anni; se sbagli, hai una lunga attesa fino alla prossima Olimpiade. Non è come il baseball, dove se hai una brutta partita, ti rifarai in quella di domani. Tu hai la tua chance ogni quattro anni e devi dare il massimo di te stesso proprio in quel momento”.

Gary Hall non ha mai smesso di parlare di diabete e di essere una forza della natura. Non bisogna essere per forza dei campioni per cercare l’energia in ciascuno di noi e vivere il diabete di ogni giorno.

Commenti

Alberto 13/02/2018 06:01
Grazie
Ieri sera mio figlio è tornato dal corso di nuoto con la delusione di non essere riuscito a concludere la lezione di nuoto a causa di un'ipoglicemia. A 8 anni non è facile accettare il diabete, anche se ci convivo da 7 anni e non hai memoria di una vita senza... Grazie per questa storia. L'ho cercata per farla leggere a Leo. Grazie

Totale 1 commenti

Lascia un commento