Iniziativa realizzata con il
contributo scientifico di

Con il supporto
incondizionato di

ELLA FITZGERALD, THE QUEEN OF JAZZ

Conosciuta come The Queen of Jazz o First Lady of Song, si è saputa distinguere nella musica per la sua dizione impeccabile, la purezza del timbro, il fraseggio e l’intonazione unici, più una spiccata abilità nello scat (particolare canto jazz improvvisato che simula strumenti musicali).

Oltre ad aver inciso 200 dischi, la sua carriera le ha portato una febbrile attività concertistica che le ha permesso di girare il mondo – a volte addirittura si esibiva due volte al giorno in città distanti molte miglia l’una dall’altra. Probabilmente uno degli anni più significativi per Ella fu il 1974, quando passò due settimane a New York lavorando con i leggendari Frank Sinatra e Count Basie.

Discriminazione sopraffatta e il supporto di Marilyn Monroe

Nel giro dei musicisti tutti sapevano che Norman Granz, manager di Ella, era molto attento al rispetto dei diritti civili e richiedeva trattamenti equi per i suoi musicisti, a prescindere dal colore della pelle. Norman rifiutava (giustamente) di accettare qualsiasi tipo di discriminazione agli hotels, ristoranti o sale concerto, anche quando viaggiavano negli stati del Profondo Sud, zona al tempo razzista e populista. Una volta, mentre si trovavano a Dallas in tour alla Philarmonic, un’unità di polizia, irritata dai principi di Norman, si intromise nel backstage del locale per infastidire i musicisti. Andarono nel camerino, dove i membri della band Dizzy Gillespie e Illinois Jacquet stavano giocando a dadi, e arrestarono tutti. “Ci portarono alla centrale”, ricorderà successivamente Ella, “e quando arrivammo lì ebbero addirittura i nervi di chiederci un autografo”. Norman riuscì a risolvere la situazione, ma non è stato l’unico a sostenere Ella. Ricevette supporto da diverse celebrità/fan, inclusa la zelante Marilyn Monroe che diede una forte spinta alla futura Queen of Jazz.

Sono veramente in debito con Marilyn Monroe”, spiegò Ella, “è stato grazie a lei che ho suonato al Mocambo, un club molto popolare negli anni ’50. Chiamo lei di persona il gestore del Mocambo, dicendo che voleva immediatamente vedermi cantare lì; se lui avesse accettato, Marilyn si sarebbe seduta ogni sera al tavolino più vicino al palco. Questo avrebbe assicurato una attenzione mediatica senza paragoni e anche un flusso di clienti maggiore. Il gestore accettò la proposta e Marilyn si sedette lì, primo tavolo vicino al palco, ogni sera. La stampa andò su di giri. Dopo questa esperienza non avrei più dovuto suonare in piccoli jazz club. Marilyn era una donna straordinaria – più avanti dei suoi tempi. E non lo sapeva”.  

Marily-and-ella2

Ella e Marylin (foto credits  museyon.com)

L’arrivo del diabete

Il diabete fu diagnosticato ad Ella solamente nel 1986 quando i dottori, a seguito di un intervento al cuore, collegarono la debolezza della sua vista con la patologia. Al tempo la Fitzgerald aveva già 69 anni, ma questo non la frenò dal continuare a cantare ed esibirsi per ben altri 5 anni, quando nel 1991 regalò ad un pubblico in visibilio il suo ultimo concerto presso la New York's renowned Carnegie Hall. Era la 26esima volta che si esibiva in questo luogo storico e prestigioso, conosciuto in tutto il mondo per ospitare sia musica classica sia popolare.

Carnegie-hall-isaac-stern

Carnegies Main hall (Isaac Stern Auditorium)

Quando il diabete peggiorò, portando con sé diversi problemi circolatori, Ella continuò a cantare per i suoi cari, fino al giorno in cui se ne andò all’età di 79 anni. Era il 15 giugno 1996 ed il mondo salutava una delle più talentuose cantanti jazz. Il giorno dopo la scomparsa, la sua stella nella Hollywood Walk of Fame era contornata di fiori bianchi: Ella, we will miss you!

Lascia un commento

Testo di sicurezza:*

Inserisci entrambe le parole sottostanti, con o senza spazi.
Le lettere non sono case-sensitive.
Non riesci a leggerlo? Provane un'altra