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CHARLES DE GAULLE, IL GENERALE TESTARDO

Timido e sarcastico

“Come si può governare un paese che ha duecentoquarantasei varietà differenti di formaggio?”

E come dare torto allo stratega francese più importante del Novecento. Charles De Gaulle, il generale e politico che si è contraddistinto nel periodo delle guerre mondiali, è stato considerato dalla maggior parte degli storici “Il salvatore della Francia” e il suo operato viene ricordato con ammirazione e riconoscimento.

Nato a Lille nel 1890, ha condotto i suoi studi presso la scuola dei Gesuiti, quella che per l’epoca era la tradizionale formazione borghese: timido e taciturno, alunno intelligente ma non eccellente. Ha imparato con gli anni a farsi strada, credendo fermamente nelle proprie convinzioni, anche a costo di apparire burbero e scontroso. Ironico al punto giusto, sapeva cavarsi d’impaccio con alcune sue frasi che sono passate alla storia, come “Quando voglio sapere cosa ne pensa la Francia, lo chiedo a me stesso”.

Un diabetico cocciuto

Come ogni buon testardo, Charles De Gaulle non ha dato troppo retta al suo medico di famiglia: era diabetico e aveva una dieta costruita su misura per lui da seguire. Ma ad eccezione della misurazione dell’insulina nel sangue, il generale non si è mai sforzato di controllare regolarmente il proprio diabete, nonostante le incitazioni della moglie Yvonne.

Testardo nella vita privata, quanto in quella pubblica: nel 1940 infatti, dopo una brillante carriera da sottotenente e poi capitano, De Gaulle è fuggito a Londra per dare voce alla Francia anti-nazista tramite con la fondazione del movimento Francia Libera e l’appoggio del Ministro inglese Churchill. E’ stato il più convinto avversario del nazismo e del governo francese di Vichy, capace di organizzare la resistenza nelle colonie della Francia come in Algeria.

Nonostante la cataratta bilaterale, una delle complicazioni che il diabete gli ha causato, De Gaulle è riuscito a portare a termine la sua missione, rientrando vincitore con il suo esercito a Parigi dopo la sconfitta dei tedeschi. Costretto a portare occhiali con lenti molto spesse, si era ben guardato dal farsi trovare in pubblico con un tale paio di occhiali!

Padre di famiglia e della Francia postbellica

Quando si dice che “Dietro un grande uomo, si nasconde una grande donna”, non si sbaglia. Yvonne lo è stata per Charles, donandogli la gioia di avere tre figli, Philippe, Elisabeth e Anne, che nata con la sindrome Dawn, si è spenta ancora giovane. E’ stata una compagna di viaggio fedele e presente, un punto di riferimento costante nella cura del diabete del marito, preso dagli avvenimenti del suo tempo.

Perché De Gaulle non è di quegli uomini che si arrestano al primo successo: tornato in patria, è stato il promotore della nuova Costituzione che è stata approvata dal popolo francese con il referendum del 1958, dando vita alla Quinta Repubblica.

Ha ricoperto la carica di Presidente della Repubblica francese fino al 1969, continuando a lottare per le proprie idee: ha infatti esteso il diritto di voto alle donne, ha concesso l’indipendenza all’Algeria, oltre alla promozione di nuove misure economiche e sociali per il Paese.

Al termine del suo mandato ha ritenuto opportuno ritirarsi dalla scena politica, concedendosi un periodo di calma e scrittura del proprio Memoire nella campagna di Colombey-les-Deux-Églises, dove il diabete, unito all’ipertensione e all’arteriosclerosi, gli ha causato un aneurisma dell’aorta che gli è stato fatale.

“La Francia è vedova”: così il Presidente George Pompidou ha annunciato al popolo francese la scomparsa del generale che ha affrontato la propria vita con grinta e determinazione, dimostrando che raggiungere i propri obiettivi è possibile, quando lo si vuole a tutti i costi.

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