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CÉZANNE, UN PITTORE ROMPICAPO

Un diabetico particolare

Uno dei pittori più importanti della fine dell’Ottocento, uno dei personaggi più controversi della storia dell’arte: Paul Cézanne. Il pittore, nato ad Aix en Provence, nella Francia meridionale, è stato ricordato da alcuni  suoi contemporanei come un uomo collerico e bizzarro, da altri come una persona estremamente disponibile e accomodante. Bernard Dorival, critico d’arte francese, ci mostra un equo ritratto del pittore: “Senza dubbio ci sono in Cézanne, parecchi Cézanne: un uomo concreto e uno immaginoso, un sensuale e un intellettuale, un meridionale e un mediterraneo, un barocco e un classico.” Di una cosa siamo certi: Cézanne era un lavoratore incallito, profondamente innamorato e dedito alla pittura, quasi da esserne ossessionato.

Una vita dedicata alla pittura

Ha iniziato il percorso formativo nella sua città d’origine, dove ha conosciuto l’amico Emile Zola che ha raggiunto più tardi a Parigi, la capitale artistica d’Europa, la meta ideale per ogni pittore d’avanguardia e non. A Parigi Cézanne ha avuto modo di entrare in contatto con gli Impressionisti, un gruppo di pittori controcorrente, dalla pennellata singolare, noti per la loro abitudine di dipingere all’aria aperta, a contatto con la natura. Cézanne non hai  mai fatto parte del gruppo, ma sicuramente ne ha colto le peculiarità, contaminando la sua tecnica pittorica.

Ha dedicato la vita intera alla pittura, al coinvolgimento della pittura nella natura: la sua fonte di ispirazione, il luogo in cui amava perdersi anche per lunghe giornate. A eccezione della parentesi parigina, Cézanne ha infatti trascorso gran parte della sua esistenza ad Aix en Provence quasi come fosse un eremita, isolato. I concittadini non hanno un buon ricordo di lui: non era particolarmente affabile e non desiderava farsi toccare, preferiva piuttosto osservare e scrutare a distanza. Come ci ricorda il pittore Francis Jourdain, “Cézanne è solo, disperatamente solo. Non fa alcun proselitismo. Non cerca di vincere né di convincere. Vuole solo esprimersi. Cézanne crea nel dolore”.

Il suo atteggiamento è dovuto al diabete? Non lo sappiamo, ma di sicuro la malattia influisce in maniera profonda sul suo modo di intendere l’esistenza e l’arte.

Cézanne e il diabete

Ha scoperto di essere diabetico nel 1900, anno in cui cominciava a lavorare alla serie “Le grandi bagnanti”, che poi sarà il testamento dell’artista insieme alle serie “Sainte Victorie”, presentata nel Salon d’Automne con 30 dipinti. Viveva in un appartamento modesto, seguiva le indicazioni che il medico gli aveva suggerito, non dimenticando mai di prendere i medicinali e di seguire la dieta alimentare. Non era il diabete a essergli di peso, ma le molte fobie, come quella di non farsi toccare da nessuno.

Amava fare lunghe passeggiate arrivando a raggiungere luoghi lontani dal suo studio: continuava a stupirsi della natura e della sua grandezza, ogni volta si lasciava coinvolgere e trasportare, pronto a cambiare il suo punto di vista. Dagli occhi alla tavolozza, sempre in equilibrio tra stabilità e movimento, accordo e contrasto.

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