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La storia di Andrea, di suo figlio e del diabete arrivato all’improvviso

12 agosto del 2008: mio figlio di tre mesi ha da qualche giorno la febbre, il pediatra ci prescrive la cura. Metto a letto mio figlio di 5 anni, una volta addormentato vado in soggiorno; dopo poco vedo arrivare mia moglie con in braccio il bambino di tre mesi che mi dice “Chiama subito un’ambulanza, il bambino fa fatica a respirare”.

Credo che questo sia stato il giorno in cui il diabete mi ha colpito.

Chiamo l’ambulanza e scappo in strada ad aspettarla, credo siano stati i 3 minuti più intensi, emozionanti e interminabili della mia vita. A distanza di anni, quando mi torna in mente quell’episodio, mi rivivo ogni istante con la stessa intensità di allora.

Il bambino viene ricoverato, si trovano le cause e la giusta cura.

Dicembre 2008: sono giorni che continuo a fare pipì e bere un sacco, penso a qualche infezione alle vie urinarie e mi decido ad andare al pronto soccorso.

Come entro nella sala visite, racconto cosa mi sta succedendo e il medico mi fa una puntura sul dito e versa una goccia di sangue su un attrezzo, lo rifà per la seconda volta, mi guarda in faccia e con la sensibilità di uno stupratore mi dice: “La ricovero d’urgenza: lei ha il diabete. Si accomodi fuori che la faccio accompagnare in reparto”.

Credo che questo sia stato il giorno in cui il diabete mi ha affondato.

Esami, flebo e finalmente dopo un paio di giorni il medico mi dice “Lei ha un diabete di tipo 1 lada. Nella sfortuna è stato fortunato, pensi le poteva capitare anche da bambino”.

Insulina, ipoglicemie, luna di miele di 3 mesi e poi la perdita di peso dai 69/70 kg che pesavo ai 55 nel giro di 15/20 giorni.

Finalmente l’incontro con il medico giusto e dopo molta informazione sulla conta dei carboidrati, il giusto dosaggio insulinico e le misurazioni giornaliere vivo con questo mio compagno di viaggio senza darmi troppe limitazione fisiche e alimentari.

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