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LADRI DI MERENDINE

È il tardo pomeriggio di una giornata frenetica, neppure il tempo per una pausa pranzo decente, solo uno snack veloce, vabbè, con questo lavoro capita, che ci puoi fare? Pochissime unità di rapida e via, avanti tutta!

A fine giornata la stanchezza inizia a farsi sentire, e non solo quella... mi sta anche venendo fame! Aiuto!!! Sono passate le 18:00 e sono ancora bloccata in sala riunioni con un cliente e altri tre in conference call... non mi posso certo alzare! Prima finiamo meglio è! Per tirare avanti in sicurezza metto in bocca una caramella, prima o poi finirà questa riunione, no? Finalmente la riunione finisce e torno nel mio ufficio... poso le carte e prendo subito una merendina (ne tengo sempre una di scorta nel cassetto) la appoggio davanti al pc e faccio un salto velocissimo in bagno... Peccato che quando torno la merendina non c’è più! Sparita! Nooo!!! Devo andare in saletta coffee breack =  200 km di corridoio ... In realtà 200 mt ma quando hai fame tutto è un’impresa, aiuto!

Il ladro di merendine alla fine era il collega di un altro ufficio, un simpatico burlone che spesso passava per due chiacchere e un saluto veloce. Ma non me la sono presa con lui, anche perchè non sapeva che sono diabetica e che in quel momento ne avevo davvero bisogno...

Me la sono invece presa, o meglio, sono rimasta molto delusa dall’atteggiamento dei colleghi del mio ufficio che sapevano benissimo della mia situazione (generalmente sul lavoro informo solo le persone con cui sono a stretto contatto) e che per di più sapevano che in quel momento avevo fame  visto che avevo appena informato la mia responsabile (ufficio open space naturalmente), chiedendole due minuti di break bagno/merendina prima di procedere con le richieste urgenti con le quali sono stata investita appena rientrata in ufficio dopo la riunione.

Non è una gran storia, la mia, e comunque non è successo nulla di grave. È che purtroppo a volte non è il diabete a farci stare male, ma la mancanza di attenzione di chi ci sta vicino.

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