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IL MIO DIABETE

Angela Avarello ha vinto il terzo premio, questa è la sua storia:

Sono una ragazza di 22 anni, diplomanda in pianoforte al Conservatorio. Studio moltissimo. Gli esami di diploma sono molto impegnativi e passo ore ed ore seduta al pianoforte, tra tecnica e brani eseguiti al limite della perfezione. Mi distraggo un po’ uscendo la sera con il mio fidanzato, si passeggia, si mangia una pizza, passando la serata nel mio paese che non offre granché.

Non mi sento molto in forma, saranno gli esami, la stanchezza, che in quest’ultimo periodo sembra sovrastarmi. Sono stanca anche al mattino, non ho forze, molte volte durante il giorno. È estate, ed ho tanta sete! Così è assurda! Ma non mi preoccupo, fa caldissimo.

Solo mia madre è preoccupata, poiché sono dimagrita tantissimo! Ma sono stressata e non ci penso. Lei mi convince ad andare dal medico. Contro la mia volontà, ci vado e faccio gli esami.

Glicemia 281. Poco male, mi dico, sarà ciò che ho mangiato il giorno prima... no, mi dice il mio medico, hai il diabete!

Ah ma figuriamoci, che sarà mai? Mangerò meno dolci... Il medico non è d’accordo, sembra più spaventato del normale! Telefona a mia madre, in modo assolutamente troppo impulsivo e le dice di stare attenta a quello che avrei mangiato! Cibi magri, niente zuccheri, soprattutto verdura, niente pane. Reazione piuttosto irrazionale, soprattutto avendo davanti una giovane. Avrei preferito apprendere la notizia con naturalezza, senza paure e invece, in questo modo, da quel momento mi sono vista precipitare in un baratro! Ma capisco l’apprensione del mio medico.

Il giorno dopo mi reco in un centro diabetologico consigliato dal medico. Lì incontro per lo più anziani. Non vedo giovani come me. Avrei bisogno di vedere ragazzi della mia età con i quali confrontarmi! Sono distrutta moralmente. Mi sento sfortunata rispetto ai miei amici! Mi sembra impossibile che stia capitando a me! Inizio abbastanza traumatico purtroppo...

Intanto mi diplomo, un anno dopo mi sposo e vado a vivere in un’altra regione.

Sono incinta e, nonostante le preoccupazioni, questa nuova situazione mi aiuta a trovare il mio giusto equilibrio. Terrorizzata dalla notizia della gravidanza mi reco presso il centro diabetologico più vicino. Lì incontro un Angelo! La dott.ssa diabetologa, la quale mi accoglie in modo sorprendentemente materno! Mi rassicura sul mio stato dicendomi che né la gravidanza né il diabete sono una malattia!

Che rivelazione! Il diabete è uno stato! Un modo di essere! Uno stile di vita! È cambiato tutto in me! Prima mi sentivo diversa, il cibo era diventato quasi una fobia!

Per quasi due anni non avevo più toccato un cioccolatino! Ed ora, sbalorditivo, il cioccolatino me lo offre quell’Angelo insieme a tutte le informazioni necessarie ad ogni giovane diabetico! Incontro giovani come me, parliamo, ci confrontiamo, ridiamo, ogni incontro diventa gradevole e l’ospedale è un centro di accoglienza divertente, spensierato, stimolante ed incoraggiante!

Porto avanti la gravidanza in maniera esemplare, quattro insuline al giorno, con mille paure, ma con la consapevolezza di non sbagliare poiché conosco tutto del mio diabete.

Passano gli anni.

Sono una donna di 45 anni, mio figlio ne ha 20 e sta benissimo. Le paure, le insicurezze le ho sempre, ma benedico il mio diabete per avermi fatto conoscere meglio me stessa e, avermi fatto condurre una vita sana. È difficile per un giovane, ma il diabete ti impone un certo modo di vivere evitandoti gli errori più comuni.

Sono tornata a vivere nel mio paese e di Angeli come la mia dottoressa ne ho incontrati ancora. I diabetologi sono disposti ad ascoltare le nostre paure, ricordiamocelo. Faccio i miei controlli con più consapevolezza e dando molta importanza al monitoraggio della glicemia a casa. Mi metto a disposizione di tutti quelli che vogliono parlare del loro diabete, è terapeutico per me e per gli altri.

A volte, purtroppo, si pensa, nell’ignoranza, che piuttosto è meglio non dirlo, ma non è così. Io lo grido a tutti!! Per mia sicurezza innanzitutto, ma anche perché il diabete è uno stile di vita!

Dopo la gravidanza avevo contatti con ragazze diabetiche che volevano figli ma erano terrorizzate. Mi chiamavano ed io le tranquillizzavo. Ora sono una diabetica da molti anni. Faccio attività fisica e mi controllo più volte al giorno. Rapportarsi e confrontarsi con gli altri diabetici è importantissimo! Siamo tutti uguali, le paure si esorcizzano parlandone!

Spero, per ogni diabetico alle prime esperienze, di trovare il proprio Angelo. Io ringrazierò sempre il mio per quelle poche parole che mi hanno fatto sentire “normale”.

È indispensabile vivere nel proprio stile di vita con spensieratezza e naturalezza, sapendo che star bene con se stessi aiuta a tenere sotto controllo il diabete ed essere felici!

Diciamolo a tutti!

Sono diabetico e sono felice!

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