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Amore a prima vista

Buona la prima. Ho visto per la prima volta Linda a un corso di aromaterapia. Io vengo da un ambiente opposto, mi occupo di investimenti finanziari e ho anche successo. Poi a un mio compleanno un’amica mi ha regalato un dopobarba fatto da lei, diverso dagli altri, e mi ha invitato a un corso di aromaterapia. Ho accettato anche solo per staccare dallo stress del lavoro: una ventina tra uomini e donne, “Io non ho proprio niente a che fare con questa gente” pensavo.

Finché seduti in cerchio ad annusare profumi vedo Linda: occhi azzurri trasparenti, capelli sottili biondi e un po’ sospesi, una pelle di luna. 3000 parole al minuto quando parla, ma delicata, incantevole. Un’attrazione fatale. Dalle prime parole sapevo di piacerle.

Pochi giorni e non smettiamo di cercarci, con lei ogni cosa prende vita. Le chiedo di passare un week end al mare, lei accetta e prima di andare in spiaggia, bucandosi il pancino con discrezione mi dice “Sai, sono diabetica”.

Mi vergogno di riconoscere che in quel momento ho sentito nascere dentro una rabbia enorme perché la persona che tanto mi piaceva aveva questa tara. Dovevo lasciarla. “Perché, potendo scegliere, devo prendere qualcosa di difettoso?”, mi dicevo.

Il diabete, pure una malattia patetica, pensavo. Gli esempi che avevo erano di uno zio che tutti a tavola controllavano e sgridavano; lui di nascosto a Natale andava in cucina a mangiare il Pandoro, una figlia gestapo lo sgridava come un bambino le volte in cui stava male perché andava in iper e si accasciava sudato sul divano. Lo stesso pallore di Linda, ora che ci penso.

Non volevo mettere su famiglia con una così, ho preso tempo, l’ho fatta soffrire e ho sofferto.

Poi ho capito che era lei che volevo vicino: ora siamo sposati da 1 anno, le sue punturine in pancia sono più brevi di un battito di ciglia e ho sempre con me qualcosa di dolce anche se esco da solo; esami, controlli e calcoli di calorie fanno ormai parte della famiglia.

La prima volta che è andata in ipo, mentre tremava sudata, ho capito quanto ha bisogno di me.

Siamo io, lei e il diabete, ma in famiglia c’è posto anche per il bambino che volevamo e che sta arrivando.

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