Rischio di diabete e malattie cardiovascolari

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L'esperto

Dott.ssa Emanuela Zarra
Dirigente medico presso U.O. Spedali Civili di Brescia

Rischio di diabete e malattie cardiovascolari

Domanda

Ho 74 anni, sono alto 1,72 e peso 90 Kg. Nel 1997 mi hanno applicato uno stent perchè ho avuto un infarto. La prova da sforzo fatta il 02/05/18 è risultata soddisfacente. La glicemia rilevata a digiuno in data 02/01/17 è di 122, il 16/01/18 è di 117 e il 07/05/18 130. In un a visita al pronto soccorso del 09/04/18 alle 15,30 di pomeriggio è stata di 103. Mi devo preoccupare?

Risposta

Nel suo caso la diagnosi di diabete non può essere confermata in quanto viene effettuata o in presenza di sintomi tipici della malattia (poliuria, polidipsia e calo ponderale) e con il riscontro, anche in una sola occasione di una glicemia casuale ≥200 mg/dl (indipendentemente dall’assunzione di cibo). Oppure, in assenza dei sintomi tipici , con il riscontro, confermato in almeno due diverse occasioni o di una  glicemia a digiuno ≥126 mg/dl (per digiuno si intende almeno 8 ore di astensione dal cibo) o di una glicemia ≥200 mg/dl 2 ore dopo carico orale di glucosio (eseguito con 75 g) o con un valore di  HbA1c ≥48 mmol/mol (6,5%) (dosaggio dell’HbA1c  standardizzato) e che si tenga conto dei fattori che possono interferire con il dosaggio).L’uso del glucometro per la diagnosi  è sconsigliato, in quanto genera misurazioni non standardizzabili.

Però è un soggetto a rischio di poter svilupapre la malattia in quanto una glicemia a digiuno compresa tra 100-125 mg/dl (alterata glicemia a digiuno) o una glicemia 2 ore dopo carico orale di glucosio 140-199 mg/dl (ridotta tolleranza al glucosio) o una di HbA1c 42-48 mmol/mol (6,00-6,49%) denotano altri stati di disglicemia che sono da monitorare in quanto identificano soggetti a rischio di diabete e malattie cardiovascolari, nel suo caso ancora di più dal momento che lei ha già avuto un infarto e le  è già stato applicato uno stent. La prevenzione è un’arma molto potente che ha a disposizione e che potrebbe evitare o quantomeno ritardare l’esordio della malattia.

L'esperto risponde

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