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L'esperto

DOTT. STEFANO PARINI
Dirigente Medico dell’AUSL di Bologna presso l’U.O. di Medicina Interna dell’Ospedale di Budrio

INDICE GLICEMICO CHE AUMENTA CON I FAGIOLI

Domanda

Buongiorno Dottore. Io soffro da circa due anni di diabete 2. Il mio indice glicemico misurato dopo due ore dai pasti varia a secondo di cosa ho mangiato da 120 a circa 140. Ho notato con stupore che (pensando di fare cosa giusta) mangiando zuppa di legumi in modo particolare fagioli, l'indice arriva anche e oltre i 180. Grazie 

Risposta

Gentile Signor Antonio,

l’Indice glicemico (GI) è un numero, compreso fra 0 e 100-150, che esprime la 'velocità' complessiva con la quale 50 grammi di carboidrati presenti in un certo alimento incrementano la glicemia, avendo come riferimento l’effetto determinato da 50 grammi di glucosio o di pane bianco.

Maggiore è l'indice glicemico più rapido sarà l'aumento della glicemia, perchè più rapido e maggiore sarà l’assorbimento dei carboidrati presenti in quell’ alimento.
Viceversa un alimento con basso indice glicemico determina un'elevazione del glucosio nel sangue più lenta e contenuta.

Diversi fattori influenzano l’Indice Glicemico di un alimento: la forma (gli spaghetti hanno un indice glicemico più basso della pasta corta) , la freschezza (considerando la frutta, più è matura più è alto l'indice), la quantità di fibra, il metodo di preparazione specialmente la cottura (in linea generale più l’alimento è cotto più l’indice è alto).
Molto importante è anche la complessità del pasto nel corso del quale si consuma un certo alimento: l’ altissimo indice glicemico di una patata lessa può diventare medio o medio-basso se la consumiamo insieme ad una bistecca (ricca di grassi) o con degli spinaci (ricchi di fibre).

Pur essendo un parametro importante, deve essere chiaro come l'indice glicemico sia un fattore che considera solo la velocità di assorbimento dei cibi glucidici; quindi nel concreto non ci permette di capire la corretta quantità di un alimento che possiamo consumare per non determinare severi incrementi della glicemia.

Per valutare tale aspetto si utilizza un altro parametro: il carico glicemico che considera la quantità di un certo alimento assunta. In base a queste considerazioni si può capire che cibi ad alto indice glicemico possono non causare iperglicemia in termini assoluti, ma dipende dalla quantità in cui vengono assunti. Per converso, cibi ad indice glicemico basso e medio, se assunti in quantità significative, sono comunque capaci di causare iperglicemia.

Insomma: certo è questione di qualità, ma anche di quantità!

Per un eventuale approfondimento, può leggere la scheda presente al seguente link

http://www.diabetenograzie.it/mangiando/intervento.asp?IDArticle=546

L'esperto risponde

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