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L'esperto

DOTT. GIUSEPPE MARELLI
Responsabile U.O. Diabetologia e Malattie Metaboliche dell’Ospedale di Desio e Vimercate

IL PROBLEMA CHE MI ASSILLA E' IL DISTURBO SOTTO I PIEDI

Domanda

Buongiorno,  Premetto che ho 59 anni, sono un iperteso e prendo 1/2 c. di zestoretic la mattina. Dal mese di marzo 2014, dopo un ricovero in ospedale per un check-up generale, mi hanno riscontrato il diabete del tipo 2 e di conseguenza hanno iniziato a farmi l'insulina.  A colazione, a pranzo e cena prendevo 20 unità per volta e prima di dormire alle 23,00 sempre 20 unità di un altro tipo di insulina. Adesso, da qualche mese, ho ridotto le dosi di insulina: la mattina a 8/10 unità a pranzo e cena 15/16 e prima di dormire sempre 20 unità, essendo i valori della glicemia sulla media di 110/120 misurata prima di ogni pasto. Il problema che mi assilla da un po’ di tempo è il disturbo che ho sotto i piedi. Sento quasi sempre delle sensazioni strane,tipo effetto calzino, e dei formicolii ai falangi del piede,delle volte sento anche dei piccoli dolori alle gambe. Col tempo avrò problemi seri, visto che ancora ho 59 anni? In futuro rischierò l'amputazione degli arti? Dovrò fare sempre l'insulina? Mi consigliate di fare qualche altro accertamento? Grazie per la collaborazione.

Risposta

Gentilissimo Michele,
cerco di rispondere alle sue domande. I disturbi che accusa ai piedi sono indicativi di una possibile neuropatia diabetica. Per confermare questo sospetto è opportuno fare una esame, una elettromiografia agli arti inferiori. Se così fosse occorrerà tenerne conto in futuro per evitare possibili lesioni ai piedi. Ci sono tutta una serie di accorgimenti per prevenire questi fatti.

Per quanto riguarda la terapia è possibile che nel momento di primo riscontro di un diabete venga impostata una terapia insulinica. Ma se la diagnosi è di Diabete mellito tipo 2, e se non ci sono controindicazioni, si può valutare la possibilità di una terapia con pastiglie.
Occorre fare una valutazione della capacità del suo pancreas a produrre l'insulina facendo un esame del sangue misurando il C-peptide.

L'esperto risponde

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