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E se sei malato in carcere?

Nella débâcle del nostro sistema carcerario assistere i diabetici è difficile.

 Secondo l'Associazione Medici dell'Amministrazione Penitenziaria Italiana circa il 5 per cento dei detenuti è affetto da diabete mellito ovvero oltre tremila persone che devono fare i conti con un duplice ostacolo:  da una parte la mensa interna non è in grado di garantire i pasti adeguati alla condizione di diabetico, dall’altra  le dosi di insulina da iniettare quotidianamente e più volte al giorno sono, a volte, irreperibili, come dimostra quanto avvenuto a Monza. L'associazione Ristretti Orizzonti, infatti, coadiuvata dall'avvocato D. Mosso, ha messo in luca il caso di Redouane M., detenuto algerino di 36 anni, trovato senza vita nel reparto psichiatria del carcere di Monza nel 2013. L'uomo - diabetico, epilettico e con diagnosi di disturbo borderline - il giorno prima della morte si era rifiutato di prendere l'insulina e i medici del carcere non gli avevano fatto la somministrazione forzata. 

Importante sottolineare che, secondo il regolamento penitenziario, il detenuto diabetico avrebbe diritto all'insulina 3-4 volte al giorno e a una dieta personalizzata. La realtà però è molto diversa: troviamo storie di detenuti affetti da diabete che si trascinano a fatica e vivono in condizioni di salute estreme.

Spesso, purtroppo, il danno più grave viene dalla burocrazia, che impedisce di fatto le cure specifiche. L'acquisto dei farmaci deve essere autorizzato dal direttore, mentre i ricoveri e persino le visite urgenti passano attraverso procedure legali e burocratiche lente e complesse, con effetti disumani.

Certo, bisogna impedire le fughe e i contatti con l'esterno, ma a causa della carenza di mezzi e personale, troppe volte diventa impossibile organizzare il trasporto in ospedale, che prevede la sorveglianza costante da parte degli agenti., tralasciando la salute dei detenuti che, prima di tutto, sono essere umani e hanno diritto alla cura e all’assistenza medica.

Ecco il panorama disastroso delle prigioni italiane: ci sono istituti clinici solo in 13 penitenziari su 207.

La Corte europea dei diritti dell'uomo è stata perentoria: «Le disfunzioni strutturali del sistema penitenziario non dispensano lo Stato dai suoi obblighi verso i detenuti malati». Chi non assicura terapie adeguate viola la Convenzione europea e va punito.

Fonte: L’espresso

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