Cristian Provvisionato, da 19 mesi prigioniero in Mauritania

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Cristian Provvisionato, da 19 mesi prigioniero in Mauritania

Il milanese Cristian Provvisionato, 42 anni, è tenuto in ostaggio dal governo della Mauritania a Nouakchott, da agosto del 2015. L’accusa sarebbe quella di far parte di una banda internazionale finalizzata alla truffa informatica ai danni del Paese africano. Ma dal giorno del suo arresto non gli è mai stato notificato nessun capo di imputazione e non è mai comparso davanti a una corte. L’appello della madre che teme per la sua salute: "È diabetico e ha bisogno di cure".

Una chiamata estiva

Tutto è iniziato il 14 agosto 2015, come racconta a Repubblica il fratello Maurizio Provvisionato: quel giorno Cristian è al mare in Liguria, ma una telefonata lo raggiunge in piena vacanza. A chiamarlo è Davide Castro, che con il padre Francesco, gestisce l'azienda milanese Vigilar Group che si occupa di security. Cristian ha un contratto a tempo determinato con la Vigilar, e poiché ha bisogno di lavorare, ha dato la propria disponibilità a farlo anche ad agosto. "Castro gli dice che si è creata un'urgenza: hanno una loro persona in Mauritania, che però deve rientrare per urgenti motivi familiari", ci dice Maurizio, spiegandoci che a suo fratello viene assicurato che il lavoro da fare nella capitale mauritana, Nouakchott, è un semplice meeting con il governo locale per presentare un'azienda che vende prodotti di cyber sicurezza: la Wolf Intelligence, con cui Davide Castro ha rapporti di affari.

Cristian Provvisionato non ha alcuna esperienza nel settore informatico: lui e il fratello sono contractor che si occupano di sicurezza fisica e Cristian ha iniziato a lavorare per la Vigilar facendo servizi di scorta non armata, investigazioni, security per i grandi eventi, insomma quanto di più lontano dal mondo cyber. Ma anche da questo punto di vista, "Castro lo rassicura, dicendogli che la sua figura è solo di presenza, in quanto è richiesto un europeo, perché [quelli della] Wolf sono indiani e, per quanto bravi, un europeo dà lustro", ci racconta il fratello. E' cosa nota che i paesi non europei interessati a queste cyber armi cerchino proprio la tecnologia occidentale, percepita come la più avanzata. Cristian Provvisionato ha appena il tempo di rientrare a Milano dal mare e di partire per Nouakchott. "La sera del 16 agosto – ricorda ancora Maurizio – mi scrive su Whatsapp e mi dice: sono arrivato, è venuto a prendermi questo Leonida Reitano, era accompagnato da uomini del governo. O così si suppone, perché il meeting era con il governo mauritano".

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Cristian Provvisionato, prima e dopo la reclusione in Mauritania

Il diabete non aspetta

Doina Coma, madre di Cristian Provvisionato, che è riuscita ad incontrarlo il 21 e il 22 febbraio 2016 solo per pochissimo tempo, neanche lo riconosceva. “Mio figlio – riporta Il Giorno – ha perso più di venti chili e non ha alcuna cura”. L’italiano, infatti, è diabetico e ha un assoluto bisogno di assistenza. Le sue condizioni sarebbero precarie e la mamma teme per la sua salute. “Non è stato aperto alcun dossier su di lui. Ma è recluso in piena violazione dei diritti umani, non può nemmeno telefonare. Prima che giudiziaria, questa è una questione umanitaria”.

La Farnesina, che ha confermato la situazione, sta seguendo il caso ed è in stretto contatto con l’ambasciata italiana a Rabat, responsabile anche per la Mauritania. Per il momento, però, sembra non ottenere nessun risultato. E intanto, senza un apparente motivo, Cristian Provvisionato rimane in ostaggio delle autorità del Paese.

Recentemente Alessandra Gulla, fidanzata di Provvisionato, gli ha fatto visita: l'uomo è innocente ed è trattenuto in "garanzia" dopo una truffa subita dal governo locale da alcune società che vendono software-spia.

La petizione a sostegno di Provvisionato: https://www.change.org/p/riportiamo-a-casa-cristian-riportiamoacasacristian-paologentiloni

Il gruppo facebook a sostegno di Provvisionato: https://www.facebook.com/groups/577607379083058/

Fonte principale: repubblica.it

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