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LAVORATORE DIABETICO: UNA GUIDA AI PROBLEMI NEL MONDO DEL LAVORO

Il lavoratore affetto da diabete si trova a dover affrontare nel mondo del lavoro svariati problemi, di cui deve essere cosciente e preparato per fronteggiarli:

1.       LO STRESS

Lo stress è un fattore psicosomatico legato alla personalità del soggetto, al suo adattamento al lavoro o all’ambiente. Al giorno d’oggi sono aumentate le occasioni di stress correlate ai lavori a turni e/o notturni e ad aumentare lo stress concorrono anche fattori come la rincorsa al successo, all’apprensione e al lavoro dirigenziale, tutti fattori che possono determinare  un certo livello di ansia  e meno occasioni di fare attività fisica. Tutto ciò, nel paziente diabetico, può riflettersi negativamente sulla glicemia.

2.     ATTIVITA’ E SFORZI FISICI

Le attività legate alla professione e gli sforzi a esse connesse possono essere causa di iperglicemia per gli sforzi fisici notevoli come carico/scarico merci e ipoglicemia, in caso di eccessiva sedentarietà come nel caso degli impiegati d’ufficio.

3.       ALIMENTAZIONE, TRASFERTA E ROTAZIONE SU TURNI E LAVORI NOTTURNI

L’alimentazione è molto importante in caso di diabete e, sul luogo di lavoro, possono sussistere dei problemi legati alla mensa aziendale dove, solo raramente, sono previste pietanze specifiche dedicate al diabetico. Nell’esercizio di alcune professioni, inoltre, sono previste trasferte e turni di lavoro che, spessi, impediscono il rispetto degli orari dei pasti, elemento altrettanto fondamentale nel paziente affetto da diabete.

L’ambiente di lavoro è importantissimo per il soggetto diabetico e ogni contesto lavorativo deve tener conto delle sue necessità alimentari, della somministrazione di farmaci nelle ore indicate dal medico competente.  Il datore di lavoro, inoltre, deve tenere conto dello stato di salute del dipendente diabetico e evitare di creargli uno scompenso metabolico e del ritmo sonno-veglia, nelle terapie e nei pasti. 

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Commenti

Giancarlo 12/04/2018 08:39
Stress
Ho perso il lavoro perchè non reggevo più i ritmi pretesi dall'azienda. Dirigevo un supermercato e settimanalmente facevo tra le 60 e 70 ore di lavoro anche manuale.

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