iltuodiabete.it | LA TUTELA DEL LAVORATORE DIABETICO IN ITALIA: LA LEGGE N. 115 DEL 16 MARZO 1987

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LA TUTELA DEL LAVORATORE DIABETICO IN ITALIA: LA LEGGE N. 115 DEL 16 MARZO 1987

Dal 16 Marzo 1987 esiste, in Italia, una legge interamente dedicata alla “Disposizioni per la prevenzione e la cura del diabete mellito” che è stata proposta da un gruppo di deputati, tra cui primo firmatario l’onorevole A. Pastore, con la collaborazione della Fand-Associazione nazionale diabetici, allo scopo di tutelare il diabetico nel luogo di lavoro e prevenire qualsiasi discriminazione.

Con la legge 104 del 5 Febbraio 1992 è tra le poche normative a tutela del lavoratore diabetico, del quale non vi è alcun riferimento nelle liste delle malattie elencate nelle tabelle delle malattie professionali del D.M. 9 Settembre 2008 e nell’aggiornamento apportato con il D.M. 11 Dicembre 2009 (Aggiornamento elenco malattie professionali).

Si tratta di una legge-quadro, di principi generali, la cui concreta attuazione è affidata Regioni e alle Province autonome, attraverso lo sviluppo dei Piani sanitari regionali.

La legge del 1987 definisce il diabete come una patologia “di alto interesse sociale” e gli obiettivi primari da realizzare per la sua tutela sono:

  • Prevenzione e diagnosi precoce;
  • Miglioramento delle cura attraverso una rete di assistenza specializzata;
  • Prevenzione delle complicanze;
  • Inserimento dei diabetici nella scuola, nel lavoro, nello sport;
  • Miglioramento dell’educazione sanitaria e della conoscenza tra la popolazione;
  • Aggiornamento del personale sanitario;
  • Individuazione della popolazione a rischio;
  • Distribuzione gratuita dei fondamentali presidi diagnostici e terapeutici;
  • L’istituzione della tessera personale del diabetico.

La normativa indica, inoltre, le caratteristiche base della struttura della rete diabetologica che Regione e Province autonome sono tenute ad allestire. In particolare all’art 8, comma 1, recita:

La malattia diabetica priva di complicanze invalidanti non costituisce motivo ostativo al                                    

rilascio del certificato di idoneità fisica per la iscrizione nelle scuole di ogni ordine e grado, per

lo svolgimento di attività sportive a carattere non agonistico e per l’accesso ai posti di lavoro

pubblico e privato, salvo i casi per i quali si richiedano specifici, particolari requisiti attitudinali”.

E’ opinione dei professionisti (diabetologi, medici del lavoro, assistenti sociale, associazione dei diabetici etc…) che il diabete mellito, se ben compensato, non comporti una riduzione della capacità lavorativa. Solo qualora vi siano, nel soggetto diabetico, manifestazioni acute di scompenso e complicanze croniche tardive, l’attività lavorativa può essere compromessa.

In linea di massima, i diabetici, se ben controllati e in buone condizioni generali, possono svolgere quasi tutte le professioni e il loro rendimento lavorativo è pari a quello del lavoratore sano.

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