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DIABETE E LAVORO NOTTURNO

Dormire le giuste ore è importante, ma lo è ancor di più farlo la notte, rispettando il ritmo biologico sonno-veglia del nostro corpo. Quando non è possibile, il corpo può risentirne e questo avviene in particolare nei casi di lavoratori con diabete.

Da una ricerca condotta a New York dal Professor Frank Hu e il suo gruppo di esperti dell’Harvard School of Public Health, è stato rilevato che lavorare di notte è molto più di una lotta contro il sonno: può essere un importante fattore di rischio per la salute e provocare diabete e obesità.

Lo studio è stato condotto su due gruppi di donne e il risultato finale è stato che quelle impegnate durante le ore notturne per almeno tre volte al mese, hanno sviluppato una probabilità di ammalarsi di diabete due volte maggiore rispetto alle persone occupate di giorno. "E più a lungo dura il lavoro a rotazione, più aumenta il rischio", ha spiegato il professor Frank Hu, a capo del gruppo di medici che ha effettuato la ricerca. La percentuale risulta essere del 5% per i primi due anni, ma sale al 20% nella fascia dai due ai nove anni, e addirittura al 40% dai dieci ai diciannove, mentre per chi supera i vent'anni il rischio sfiora il 60%. In ogni caso, ha specificato l'indagine, saranno necessarie altre ricerche per confermare i risultati ottenuti ma lo studio ha confermato che lavorare di notte è un importante fattore di rischio per la salute e può provocare diabete e obesità.

Gli esperti di Harvard ritengono che la ragione sia da attribuire sia al fatto che lavorare di notte scombina il nostro orologio biologico, sia a ragioni comportamentali: per esempio, i dipendenti notturni tendono a fumare di più e mangiare porzioni di cibo maggiori e pietanze meno sane. Il coordinatore ha quindi consigliato un "controllo preventivo" del diabete per i soggetti che si riconoscono in questo ritratto. Ottenere l'esonero dal lavoro notturno è automatico per i disabili e possibile, soprattutto in presenza dei fattori di rischio suddetti, per il soggetto diabetico.

L’art. 2 del D. Lgs 532/1999 prevede l’esonero dal lavoro notturno per alcune categorie di lavoratori, fra cui  non sono comprese esplicitamente le persone con diabete, ma un diabetologo potrebbe certificare, soprattutto nel caso di insulino-trattamento, la necessità di non modificare i ritmi sonno-veglia per garantire l’equilibrio glicemico del paziente diabetico. Questa certificazione, consegnata direttamente all’azienda o attraverso il Medico competente (il medico ‘aziendale’) oppure avvalorata dal servizio Territoriale di Medicina del Lavoro, potrebbe essere sufficiente a chiedere l’esonero dal lavoro notturno.
Il lavoro notturno, recita la legge 903/1977 art. 5, 2° comma, non deve essere prestato dalla lavoratrice o dal lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della legge 104/92. Pur in mancanza di una specifica indicazione, per analogia questo divieto può essere esteso al lavoratore diabetico disabile che benefici della legge 104/92.

Si ricorda che Il lavoro notturno è disciplinato dal Decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 e dalla contrattazione collettiva cui la legge fa rinvio.

È considerato a tutti gli effetti “periodo notturno” il periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti l'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, quindi, ad esempio, è lavoro notturno quello svolto tra le 24 e le 7, tra le 23 e le 6, oppure tra le 22 e le 5.

In difetto di disciplina collettiva è considerato “lavoratore notturno” qualsiasi lavoratore che svolga per almeno tre ore lavoro notturno per un minimo di ottanta giorni lavorativi all'anno; il suddetto limite minimo è riproporzionato in caso di lavoro a tempo parziale.

L’orario di lavoro notturno, in generale, non può superare le 8 ore in media nell’arco delle 24 ore, calcolate dal momento di inizio dell’esecuzione della prestazione lavorativa; la contrattazione collettiva ha la facoltà di individuare “un periodo di riferimento più ampio sul quale calcolare come media il suddetto limite."

Concludendo, è molto importante che l’ambiente di lavora ponga le basi per la corretta alimentazione e la giusta somministrazione dei farmaci del lavoratore diabetico, nelle ore indicate. La continua variazione degli orari di lavoro, infatti,  favorisce lo scompenso metabolico, rendendo difficile stabilire l’equilibrio insulinico del soggetto.

Il lavoro notturno, insomma, rappresenta una condizione di stress per l’organismo perché va a sconvolgere il normale ritmo del ciclo sonno/veglia inducendo cambiamenti nella normale variabilità delle funzioni biologiche come la temperatura corporea, la produzione di urina, la secrezione di alcuni ormoni ecc… Il lavoratore lamenta quindi stanchezza, svogliatezza, apatia e a lungo andare può avere ripercussioni vere e proprie sulla salute, soprattutto se già affetto da una patologia come il diabete.

Lo ripetiamo:

Dormire fa bene alla salute! 

Riferimenti legislativi: 

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