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Vacanze esotiche in sicurezza

Ferie ai Tropici? Si grazie

Pronti, si parte. Il viaggio ai Tropici, tanto atteso, é lì a portata di mano, anzi di aereo. Una (bella) manciata di ore di volo e finalmente la villeggiatura dei sogni può cominciare. Prima, però, vanno ripassate alcune nozioni base che per un diabetico sono vitali. Come dire: trascorrere la ferie in un Paese esotico, lontano migliaia di chilometri da casa, con un clima, una cucina e abitudini tanto diverse, non sarà affatto un problema se rispetterà semplici ma importantissime regole di "buona condotta vacanziera".

Turisti Vaccinati

Prima di preparare le valigie, é bene pensare alle vaccinazioni se la meta prescelta le prevede. Il diabetico le può eseguire senza problemi sia che siano obbligatorie (come quelle antitifo, anticolera, antimalarica) sia che siano consigliate (antirabbica, antiepatite B). Stesso discorso per la profilassi con gammaglobuline specifiche (contro l'epatite A) e la chemioprofilassi antimalarica. L'unica accortezza è quella di vaccinarsi almeno 3-4 settimane prima di partire, per evitare che eventuali reazioni febbrili, secondarie alla vaccinazione, coincidano con il viaggio e possano provocare squilibri metabolici.

Insulina dei Paesi tuoi

Ricordarsi di portare l’insulina usata abitualmente, in quantità tale da coprire un fabbisogno superiore, almeno di una settimana, alla durata del viaggio. Questo perché, va sottolineato, lo stesso tipo di insulina all'estero può avere preparazioni con diverse concentrazioni. Quella commercializzata in Italia ha una concentrazione di 100 UI/ml mentre in altri Paesi è ancora disponibile a 40 UI/ml. Se servisse quella locale debbono essere fatte le opportune proporzioni per il dosaggio. E vanno usate siringhe monouso associate a quel tipo di insulina.

Un bagaglio per amico

Eccoci all'aeroporto. Il bagaglio a mano deve contenere tutto il necessario per la terapia e sarà un compagno inseparabile per tutto il viaggio. Infatti va portato sempre con sé in cabina e non va mai imbarcato, per averlo a portata di mano soprattutto nei voli a lungo raggio che possono durare anche oltre 12 ore. Per superare i controlli basterà mostrare la lettera del proprio medico diabetologo, scritta in inglese o meglio ancora in più lingue, che certifica la malattia.

Consigli da prendere al volo

Allacciate le cinture, si decolla. É bene avvertire subito le hostess della propria malattia e dell'esigenza di mangiare a orari determinati. Si può provare a contattare la compagnia aerea con qualche giorno di anticipo se si hanno esigenze particolari di dieta. In ogni caso meglio portarsi dietro degli spuntini. Chi soffre il mal d'aereo dovrebbe prevenire il vomito e la conseguente ipoglicemia prendendo un antistaminico.

Fusi orari no problem

I Paesi tropicali sono in un altro fuso orario e la cosa può spaventare chi, come un diabetico, è legato a filo doppio all'orologio alimentare. Ma basta un po' di attenzione e anche questo ostacolo (più psicologico che reale) può essere superato. Il consiglio? Una volta giunti a destinazione, adeguare la somministrazione di insulina e i pasti all’orario locale. Se la giornata si accorcia, diminuire l’insulina in ritardo il primo giorno di 2-4 UI/ml. Se invece si allunga può essere necessaria un’iniezione supplementare ad azione rapida prima del pasto aggiuntivo.

Salute e sicurezza nel piatto

Le abitudini alimentari nei paesi esotici in genere sono piuttosto sane: molte fibre e pochi grassi. Tranne i dolci, che spesso sono molto zuccherati. Si a frutti esotici come il guava, considerato un preventivo naturale del diabete. Da mangiare solo se sbucciato al momento per evitare rischi di gastroenteriti (niente acqua corrente, ghiaccio o cibi crudi per sicurezza). Disturbi che sono fastidiosi per tutti, ma che per i diabetici possono diventare pericolosi. Il vomito e la dissenteria, infatti, disidratano, fanno perdere elettroliti e aumentare la glicemia. Per questo non si deve sospendere mai la terapia insulinica, anche se non ci si alimenta, per scongiurare episodi di chetoacidosi.

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