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TUTTI AL MARE. TUTTI IN ACQUA

Tutti, ma proprio tutti, al mare. Anche i diabetici? Certo che sì. Anche da loro le vacanze a pelo d’acqua sono le più gettonate nella stagione estiva. E pochi sanno resistere al richiamo di spiagge, lettini e ombrelloni ammiccanti. È vero, sole a picco, caldo e umidità possono diventare dei nemici, ma è così un po’ per tutti. E, come per gli altri appassionati di sabbia, onde, tintarella e dintorni, per chi deve convivere con una terapia ipoglicemizzante tutto l’anno, alta stagione compresa, le precauzioni da adottare per una villeggiatura serena sono quelle in linea con i principi della tutela della salute. Per esempio per abbronzarsi e godere dei benefici solari senza danni, sì alla protezione con creme a fattori alti durante l’esposizione ai raggi, sì all’ombra assoluta durante le ore centrali della giornata e sì alla reintegrazione dei sali minerali persi a causa di un’eccessiva sudorazione attraverso bevande con  integratori salini.

Pesci nella rete... della spesa (vacanziera)

Capitolo alimentazione. Protagonista della cucina vacanziera marittima non può che essere il pesce. Il mare è il suo regno e anche sulla tavola estiva del diabetico non può certo mancare. Meglio consumarlo bollito, in umido, al forno o al cartoccio. Il pesce fritto e i frutti di mare vanno invece consumati con moderazione, da evitare il caviale.

A piedi (non) nudi sul bagnasciuga

Passeggiare in riva al mare è una delle cose più piacevoli delle “vacanze salate”. Ma un diabetico è meglio che lo faccia non a piedi nudi, per evitare di ferirsi o scottarsi. Meglio proteggere le estremità portando pianelle di gomma e sotto l’ombrellone scarpe chiuse di tela leggera. E quando si fa il bagno? Mettersi le pinne o delle scarpette impermeabili. E dopo, lavare subito i piedi in acqua dolce perché l’acqua salata, rimanendo a contatto con l’epidermide, potrebbe far seccare troppo la pelle. Una volta a casa, prima della doccia, ricordarsi di verificare, usando uno specchio, l’eventuale presenza di lesioni, abrasioni, vesciche, tagli o ulcere. E di fare molta attenzione all’umidità che potrebbe restare tra le dita. Per questo, il lavaggio in acqua tiepida non deve durare più di 5 minuti e l’asciugatura deve essere completa, con un panno leggero, senza sfregare. Tutto per scongiurare il rischio di tornare dalle ferie con una qualsiasi ferita che fatica a guarire a causa di possibili problemi legati al “piede diabetico”.

Il diabete sommerso. E riemerso

Fino a poco tempo fa era una cosa impensabile per un diabetico. Praticare le immersioni subacquee in mare? Praticamente impossibile. Troppo pericoloso, per i rischi di improvvise perdite di coscienza e di crisi ipoglicemiche non controllabili. E invece, si può fare: gli studi di questi ultimi anni hanno infatti dimostrato che con i giusti accorgimenti è possibile per un diabetico gestire i momenti critici anche sott’acqua e poter vivere il mare nelle sue profondità in sicurezza. Naturalmente prendendo tutte le precauzioni, usando gli autorespiratori e seguendo corsi specifici per le persone con diabete. Per esempio indossando particolari dispositivi che permettono di monitorare la concentrazione corporea di glucosio minuto per minuto. Per valutare, in tempo reale, l’idoneità ad ogni immersione ed evitare così situazioni di pericolo. Oltre a conoscere l’influenza dell’attività subacquea sul compenso metabolico glicemico. E, cosa ancora più importante, aumentare l’autostima dei diabetici che così possono trascorrere vacanze più ricche di soddisfazioni, superando i limiti, spesso autoimposti, della malattia.

Commenti

Giuseppe 07/06/2017 14:27
Diabete
Buongiorno
Grazie per la spiegazione

Totale 1 commenti

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