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Prevenire il diabete T2 con l’attività fisica è possibile: lo afferma uno studio finlandese

Il Finnish Diabetes Prevention Study condotto da ricercatori finlandesi e pubblicato sul New England Journal Medicine non lascia spazio a dubbi: un corretto stile di vita che prevede un programma strutturato di attività fisica può prevenire l’insorgenza del diabete mellito di tipo 2.

Il programma elaborato in Finlandia è stato messo in atto su soggetti di ambo i sessi (172 maschi e 350 femmine), età media 55 anni, in sovrappeso (BMI = 31,1 kg/m2) e con ridotta tolleranza ai carboidrati. In ordine del tutto casuale sono stati divisi in 2 gruppi: un gruppo di intervento, che riceveva sostegno sulle modifiche dello stile di vita, e un gruppo di controllo.

Il risultato è stato positivo: riduzione del 58% del rischio di progressione della ridotta tolleranza ai carboidrati verso il diabete di tipo 2.

Non solo, tale riduzione continua a mantenersi almeno finché dura l’intervento. Nel follow-up infatti, gli autori dello studio hanno voluto verificare se la modifica dello stile di vita indotta dall’intervento e la riduzione del rischio di diabete, persistono anche dopo l’interruzione dell’attività strutturata.

Dopo 4 anni, i partecipanti che erano ancora liberi dal diabete, sono stati seguiti per un periodo ulteriore di 3 anni. Nel complesso la durata del follow-up è stata di circa 7 anni e ha valutato l’incidenza di diabete, il peso corporeo, il livello di attività fisica, l’introito alimentare in grassi saturi e fibre.

Durante tutto il periodo di follow-up l’incidenza di diabete tipo 2 è risultata essere di 4,3 per 100 persone all’anno nel gruppo di intervento e di 7,4 nel gruppo di controllo. Ciò equivale a dire che si è mantenuta, anche dopo 7 anni, una riduzione del rischio relativo di sviluppare il diabete del 43% nei soggetti che avevano ricevuto l’intervento.

Tale riduzione si correlava strettamente al raggiungimento degli obiettivi prefissati riguardo al peso corporeo, riduzione dell’introito di grassi saturi, incremento del contenuto di fibre nella dieta, oltre che all’aumento dei livelli di attività fisica. Pertanto, l’intervento sullo stile di vita in soggetti ad alto rischio di sviluppare diabete mellito 2 risulta in una modifica definitiva dello stile di vita e in una riduzione dell’incidenza di malattia.

I ricercatori ci tengono a precisare che il dato ottenuto è molto importante perché certifica che la modifica di un comportamento può mantenersi anche a distanza di un intervento programmato senza la necessità di visite di rinforzo.

 

Fonte: https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJM200105033441801

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