UNA NUOVA FIGURA NEL TEAM DI CURA DEL PAZIENTE DIABETICO

Iniziativa realizzata con il
contributo scientifico di

Con il supporto
incondizionato di

UNA NUOVA FIGURA SI CONSOLIDA NEL TEAM DI CURA DELLA PERSONA DIABETICA: LO PSICOLOGO

Circa il 20% dei pazienti diabetici, sia di tipo 1 che di tipo 2, presenta sintomi depressivi correlati alla patologia. Generalmente questo accade perché si tratta di una malattia cronica che modifica, seppur in parte, lo stile di vita del paziente, che sentendosi limitato o “schiavo” della propria condizione non è più in grado di cogliere le possibilità che la vita stessa continua a riservargli nonostante la patologia.

Ancora, il diabete è una patologia che richiede disciplina, attenzione e costanza, elementi questi spesso difficili da raggiungere nel breve periodo, e che per questo facilitano anche la comparsa di disturbi d’ansia e del comportamento alimentare. Per converso, anche la depressione che si manifesta con uno stile di vita non salutare può portare al diabete.

Considerando pertanto questo dato, emerge, a livello sanitario, la necessità di modificare l’approccio al paziente. Se, per il passato, i medici e i diabetologi sono stati concentrati prevalentemente sugli aspetti fisici, sulla cura o sulla prevenzione delle complicanze insite nella malattia, sul controllo della dieta e dell’attività fisica, oggi è invece fondamentale non solo un approccio differente, capace quindi di cogliere gli aspetti psicologici, ma anche e soprattutto una vera e propria presa in carico del paziente anche sotto l’aspetto più strettamente psicologico.

È per questo che si sta diffondendo con rapidità all’interno dei team multidisciplinare di cura dei pazienti con diabete, la figura dello psicologo, coinvolto sin dal momento della comunicazione della diagnosi al paziente, che poi verrà seguito e supportato durante l’intero percorso terapeutico.

Questa figura si inserisce così nell’ambito del diabete per offrire supporto, comprensione e guida al paziente diabetico con sindrome depressiva (che può essere di stadi differenti ma sempre da non trascurare), con l’obiettivo specifico di aiutarlo e sostenerlo nel difficile processo di auto-motivazione alla cura, che altrimenti crea nel paziente stesso complicanze causate dalla non aderenza alla terapia. Infatti, se nel trattamento della patologia in pazienti non depressi si manifestano molto spesso difficoltà nella continuità di cura, nei pazienti depressi queste aumentano notevolmente, innescando un meccanismo per il quale il paziente che manifesta sintomi relativi a specifiche complicanze è portato ad un contestuale peggioramento del proprio malessere psico-emotivo, che lo allontana ancor più dalle cure necessarie per raggiungere invece uno stile di vita attento ma sereno e completo.

Lo psicologo ha inoltre il compito di supportare anche la famiglia del paziente, da un lato offrendole sostegno per la condizione psico-emotiva dell’intero nucleo familiare e dall’altro “educando” alla comprensione delle modalità migliori di convivenza e gestione della patologia.

Obiettivo esteso a tutto il team multidisciplinare di cura della persona diabetica con sindrome depressiva è infatti non solo di far sì che la persona non peggiori il proprio livello psico-emotivo ma anche e soprattutto di guidarla, nel tempo, a comprendere e ad aderire alle cure proposte e necessarie.

Lascia un commento