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IL DIABETE IN PIEMONTE

Il Piemonte è tra le regioni italiane più avanzate dal punto di vista organizzativo e dell'autonomia e competenza dei pazienti diabetici. Lo rileva un'indagine condotta da Gfk Eurisko, secondo cui l'86% degli oltre 286mila pazienti diabetici piemontesi in terapia con insulina è molto consapevole, attivo e competente nella gestione della sua malattia, oltre il 90% poi si dichiara molto soddisfatto per la disponibilità e competenza dei medici curanti e quasi l'80% apprezza i servizi sanitari che li hanno in carico in termini di accessibilità, tempi di attesa e servizi offerti.

Sulla base delle risposte dei pazienti diabetici in terapia con insulina, i ricercatori Gfk Eurisko hanno stimato in circa 7mila i ricoveri legati al diabete all'anno. Un valore più alto rispetto alla media nazionale (14% contro 6%) legata, tuttavia, ad una maggiore concentrazione in Piemonte di persone con diabete over 70 e con co-morbilità cardiache. La durata del ricovero è nettamente inferiore rispetto alla media nazionale: in media  4,7 giorni, contro gli 8,5 giorni della media nazionale. La stima dei costi per questi ricoveri si aggira sui 25 milioni di euro. Ogni paziente spende mediamente 800 euro all'anno per trasporti, visite specialistiche, prodotti specifici o attività a supporto della gestione della malattia.

“Nel settore della diabetologia” – ha spiegato Loredano Giorni,  Direttore Farmaceutica Regione Piemonte – “abbiamo compiuto delle scelte abbastanza importanti. La prima è stata quella del gennaio/febbraio scorso con l’adesione alla gara Consip per l’acquisizione dei glucometri della ditta risultata vincitrice. Abbiamo condiviso con tutti i diabetologi questa scelta e il processo sta procedendo in modo abbastanza soddisfacente. Ad oggi, infatti, i medici hanno sostituito circa 20mila glucometri su circa 80mila pazienti che utilizzano questo strumento. Con l’arrivo sul mercato dell’insulina glargine biosimilare” – ha quindi aggiunto Giorni – “come la legge impone abbiamo espletato una gara a lotto unico ed è risultato vincitore il prodotto biosimilare con un prezzo inferiore del 30% rispetto al biologico originator”.

Se tutti i pazienti utilizzassero il biosimilare “la Regione Piemonte ha calcolato un risparmio su base annua di circa 3 milioni di euro, ma è chiaro che questo, realisticamente, sarà impossibile poiché non tutti i pazienti saranno deputati a passare al nuovo farmaco. Abbiamo dato precise disposizioni in tal senso e cioè che il medico e il paziente dovranno decidere insieme che cosa è meglio. Per questo motivo ci attendiamo che, come per i glucometri dove in alcuni casi non è stato possibile passare da uno strumento all’altro, lo stesso accadrà anche per l’insulina”.

Una fotografia interessante e significativa quella effettuata da Eurisko sul Piemonte, che ci ricorda anche dei vantaggi concreti che l’insulina biosimilare può portare.

Che cos’è l’insulina glargine biosimilare? Leggi  qui il nostro articolo di approfondimento

Fonte:  Quotidiano Sanità

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