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E' ITALIANO IL BRACCIALE PER IL MONITORAGGIO DEI LIVELLI DI GLUCOSIO

È grazie all’incontro avvenuto nel 2016 mediante la partecipazione al Na.Li.Lab (Naples Living Lab), laboratorio dedicato a giovani laureati con competenze ed interessi nei settori delle biotecnologie, ingegneria, biologia e sanità digitale, realizzato nella Città della Scienza, che sette ragazzi hanno dato vita alla propria idea progettuale dedicata a pazienti diabetici.

È così che nasce Glow, Glucose Level on Wrist, un bracciale, tutto italiano, che utilizza dei micro aghi biocompatibili e dei sensori per rilevare in tempo reale e in modo semplicissimo i livelli di glucosio, comunicandoli con tre diversi colori: rosso per iperglicemia, blu per ipoglicemia, bianco per valori nella norma.

I micro aghi utilizzati “oltre a non causare allergie, sono talmente piccoli da non far sentire il dolore causato dalla puntura. Il nostro obiettivo era sviluppare un dispositivo, simile a quelli di fitness tracking, non invasivo che garantisse l’attendibilità della misurazione dei livelli di glucosio (la maggiore invasività comporta infatti una minore affidabilità della misurazione), monitorandoli in modo continuativo, soprattutto durante le ore di sonno e di attività sportiva, (consigliata ai pazienti diabetici assieme a una corretta alimentazione), quando ci sono degli sbalzi glicemici.” – spiega Davide Pistorio, cmo del team di progetto, Sanitup.

Il funzionamento del bracciale Glow è difatti semplice e non invasivo: i microaghi vengono a contatto con il liquido interstiziale (sotto lo strato delle pelle e fuori dai vasi sanguigni), restituendo dei valori attendibili, dimostrati anche dalla letteratura scientifica, e tradotti in tempo reale in risultati immediatamente visibili attraverso il colore di tre led posti sulla sua superficie.

L’idea del team Sanitup, composto da Riccardo Elio Esposito, Davide Pistorio, Eliana Mij, Luigia Serpico, Matteo Giuseppe Cimmino, Francesco Fazioli e Marco Gambardella, tutti giovani napoletani under 30, è stata affinata durante il percorso formativo eHealthLearn: ICT for Health (all’interno di Naples Living Lab), che ha permesso loro di entrare in contatto diretto non solo con gli esperti dei diversi settori di applicazione ma anche con strutture del mondo della ricerca come l’IMM (Istituto per la microelettronica e microsistemi)del Cnr, dove erano in corso degli studi sulle tecnologie basate sui microaghi, fatti con materiali biocompatibili. Inoltre da Ottobre 2016, Sanitup ha partecipato e vinto diversi contest che hanno permesso loro di avviare e concludere percorsi di incubazione, e di essere affiancanti, per essere arrivati tra i 3 vincitori del Neapolis Innovation Technology Day, per 6 mesi  dai partner promotori dell’iniziativa, tra cui il Cnr, di cui sono diventati associati di ricerca, che gli ha consentito di accedere ai loro laboratori per portare avanti la sperimentazione del device.

Al momento Glow è in fase di incubazione in attesa di uscire sul mercato. Pistorio spiega: “L’attenzione attualmente è rivolta alla fase di ricerca e sviluppo nei laboratori del Cnr, per avere tutte le risposte scientifiche: stiamo parlando di un device medicale che deve essere affidabile perché è responsabile della salute del paziente diabetico. Ci sono stati colossi internazionali che, per raggiungere il nostro stesso obiettivo, soprattutto in termini di non invasività, hanno analizzato il sudore o le lacrime (per esempio, le lenti a contatto di Google per monitorare il livello di zuccheri nel sangue) ma ci sono alcuni dubbi sull’esattezza delle misurazioni restituite. Dobbiamo inoltre lavorare alla realizzazione di un prototipo (anche perché senza è difficile entrare in contatto con gli investitori) e di un’app dedicata: attualmente abbiamo un dimostratore con i tre led che comunica, con tecnologia bluetooth, i dati al proprio dispositivo mobile, senza quindi necessità di avvicinarlo al device. Non escludiamo anche l’apertura e l’integrazione con app di terze parti, come per esempio mySugr, che i pazienti sono già abituati a usare e che quindi semplificherebbero il processo di trasmissione e lettura delle misurazioni”. Inoltre, in un futuro prossimo, Glow potrebbe anche integrarsi nel fascicolo sanitario elettronico: “Il paziente potrà inserire nella sezione “Taccuino” i dati forniti da Glow, in modo che siano accessibili anche al medico e avere così la certezza di poter fornire un quadro clinico completo e di cui è anche lui consapevole, secondo il modello BYOD – Bring Your Own Device”.

Restiamo pertanto in attesa di conoscere gli sviluppi e di vtrovare a breve questo strumento innovativo sul mercato.

 

 

Fonte: https://goo.gl/XM4mhi

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