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Digiuno Intermittente e diabete: i risultati delle ultime ricerche

Una delle gravi conseguenze dovute al diabete è l’aumento del peso corporeo, in particolar modo l’incremento della massa grassa che si concentra sulla parete addominale. Tale avvenimento provoca disagio e sofferenza, soprattutto per la popolazione femminile che cerca di ovviare al problema ricorrendo all’utilizzo di diete ipocaloriche, restrizioni alimentari repentine o, ancor peggio, all’utilizzo di digiuni o semi digiuni. E’ stato ampiamente riconosciuto e corroborato dalla ricerca quanto il Digiuno Intermittente, pratica di restrizione calorica della durata di otto, sedici o ventiquattr’ore, apporti benefici per la perdita di peso o per il mantenimento dello stesso, ma, si badi bene, NON in chi soffre di diabete!

Il motivo risiede nel fatto che il rifornimento a fine giornata dei macronutrienti - dopo un’intera giornata dove il corpo viene tenuto “in carestia” - provoca una scarica glicemica dovuta al reinserimento in blocco dei pasti post-digiuno.

La dieta del Digiuno Intermittente determina, dunque, in chi soffre di diabete, un aumento dei radicali liberi, indici di stress ossidativo, un danno delle cellule beta del pancreas che producono insulina, un aumento dell’insulino-resistenza con conseguente aumento ponderale.

Le conseguenze non sono immediate, infatti ciò che un occhio ingenuo può inizialmente percepire, una volta iniziata la dieta del Digiuno Intermittente è la soddisfacente e repentina perdita di peso, la quale però è destinata a terminare e a trasformarsi nel suo contrario: il temuto aumento di peso corporeo e di grasso addominale con un rincaro di dose in termini di regressione metabolica e peggioramento dello stato di salute.

I ricercatori dell’Università di San Paolo in Brasile, guidati da Ana Cláudia Munhoz Bonassa, hanno studiato per tre mesi il comportamento e le condizioni di salute di roditori adulti sani, tenendo conto del livello di insulina, grasso corporeo e radicali liberi, in restrizione calorica con il metodo del Digiuno Intermittente.

Al termine del periodo di sperimentazione è stato attestato che i ratti avevano sì perso massa grassa, ma che ne avevano anche accumulata in regioni diverse del corpo, una di queste era proprio la parete addominale.

In conclusione, i costi a lungo termine del digiuno intermittente che il corpo è chiamato a pagare sono alti e come risultato finale spesso ci si può trovare a far esperienza di grande sconforto e di senso di fallimento. Purtroppo, il comune clichè fondato su un ideale di dieta altamente restrittiva per perdere peso è ancora molto diffusa. Il concetto di lentezza nell’ottenere risultati, che invece rappresenta la soluzione più sicura e duratura, non trova terreno fertile, soprattutto se la sofferenza e la non accettazione del proprio corpo che cambia a causa della malattia, dominano la mente.

Il consiglio di Ana Cláudia Munhoz Bonassa e il suo gruppo di ricercatori  è, infatti, la cautela nell’approcciarsi al Digiuno Intermittente come rimedio all’aumento di peso e della circonferenza addominale data dal Diabete, poiché soggetti in sovrappeso o che optano per diete a Digiuno Intermittente potrebbero già presentare insulino-resistenza, quindi anche se questa dieta può portare ad una rapida perdita di peso, a lungo termine potrebbero esserci effetti dannosi per la loro salute.

Bisogna affidarsi serenamente ad uno specialista nel settore della Nutrizione Umana, con la consapevolezza che la soluzione per potersi riappropriare di una forma fisica che si apprezzi esiste, ma non nell’immediato.

La strada più lunga è sempre quella più difficile da percorrere, ma anche quella che dispensa i benefici maggiori per la profondità dei risultati ottenuti al termine del suo percorso.

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