iltuodiabete.it | Conoscere il diabete intermedio

Iniziativa realizzata con il
contributo scientifico di

Con il supporto
incondizionato di

Conoscere il diabete intermedio

Non è ancora molto conosciuta, ma ne sentiremo parlare più spesso perché la condizione di diabete intermedio si sta espandendo a causa dell’aumento del problema dell’obesità.

Il NIRAD (Non insulin requiring autoimmune diabetes) o il LADA (Latent autoimmune diabetes in adults) è una forma particolare di diabete che si colloca tra le due colonne classiche della classificazione: il tipo 1 che compare nei giovani ed è causato dalla distruzione autoimmune delle cellule pancreatiche e il tipo 2, dovuto a una resistenza dei tessuti periferici agli ordini impartiti dall’insulina e all’esaurimento graduale della funzione del pancreas.

La definizione di diabete intermedio deriva dal fatto che il processo autoimmunitario attraverso il quale l’organismo colpisce le cellule beta del pancreas è del tutto analogo a quello che genera il diabete di tipo 1, con la variante che però si verifica in persone adulte in una forma simile diabete di tipo 2. E la causa di tutto questo sarebbe il grasso in eccesso, l’obesità appunto.

A descrivere questa correlazione è stato uno studio recente pubblicato su Diabetes Care e portato avanti da un gruppo di ricercatori dell’Università Sapienza di Roma.

La ricerca, condotta su 1.850 pazienti diabetici, ha messo in evidenza che il 6,5% del campione era positivo a un anticorpo che agisce verso una proteina della cellula beta-pancreatica, i cui valori aumentano al crescere dei valori dell’indice di massa corporea. I ricercatori sono giunti alla conclusione che il tessuto adiposo in eccesso e la relativa infiammazione possa avere una responsabilità nella formazione degli anticorpi stessi.

Il diabete intermedio è subdolo e pericoloso perché assomiglia sia tipo 2, dal momento che si manifesta in adulti in sovrappeso con resistenza all’insulina, che al tipo 1, poiché nel sangue sono presenti autoanticorpi diretti contro le cellule pancreatiche.

La nota positiva è che questa condizione ha un trattamento specifico: inizialmente si mette in atto una terapia farmacologica che può durare anche per molti anni e solo successivamente entrerà in campo l’insulina. In pratica un mix di cure tra il tipo 1 e 2.

Il consiglio da seguire è sempre lo stesso, che vi abbiamo dato più volte: mantenere un BMI ottimale grazie ad una dieta bilanciata ed attività fisica quotidiana. I miglioramenti arriveranno rapidi!

 

 Fonte: https://tuttodiabete.it/diabete-intermedio-parente-dellobesita/

http://care.diabetesjournals.org/content/early/2014/12/18/dc14-1638?sid=51d6e99d-533c-4646-817e-a1ceef2a8ee6

Lascia un commento