La medicina di precisione applicata alla cura del diabete

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OGNI PAZIENTE E’ UNICO: MEDICINA DI PRECISIONE COME NUOVA FRONTIERA DI CURA

La “medicina di precisione” troverà presto applicazione nella cura del diabete.

A parlarne al XXI Congresso Nazionale AMD il Dr. Gallo, la Dr.ssa Dotta, il Dr. Pintaudi e la Dr.ssa Russo nella conferenza “Medicina di precisione per la gestione del diabete”.

Considerata oggi una grande potenzialità ed una importante innovazione in ambito medico-scientifico, la medicina di precisione rappresenta infatti la possibilità di migliorare il livello di efficacia terapeutica mediante un approccio personalizzato per il singolo paziente.

Questa tecnica innovativa di analisi e cura personalizzata sarà resa possibile dall’applicazione della genomica nella classificazione delle malattie e dall’uso dei “grandi dati” (quali database genetici di grandi numeri di pazienti) nel processo di elaborazione del profilo individuale della malattia.

Gli studi di precisione sul diabete useranno apparecchiature tecnologiche e applicazioni medicali per dispositivi mobili (m-Health tools) come:

  1. dispositivi per ricevere e interpretare dati sull’andamento glicemico, dosi e tempi di somministrazione dell’insulina, trasmessi per via telematica e archiviati nel cloud per consultazione da parte di pazienti, loro familiari, o operatori sanitari;
  2. dispositivi medicali indossabili per misurazioni fisiologiche, per il monitoraggio dell’esercizio fisico, del sonno e dell’assunzione di cibo, nonché per il controllo dell’aderenza al trattamento.

La medicina di precisione nasce infatti come soluzione innovativa ai diversi livelli di efficacia terapeutica resi dallo stesso medicinale su pazienti diversi. Un traguardo importante perché, mediante l’analisi ed il confronto tra i dati genetici dei singoli pazienti e le conoscenze cliniche delle diverse patologie, permetterà di ottenere diagnosi più accurate e terapie più efficaci. In altri termini sarà possibile individuare i tipi genetici e fenotipici di pazienti più sensibili ad una specifica terapia ed applicarla ad essi in modo mirato, con elevatissima probabilità di efficacia e bassa di eventi collaterali avversi.

Ci auguriamo pertanto, insieme a tutta la comunità di diabetici, che questo importante salto di innovazione dell’approccio clinico terapeutico al diabete, diventi una realtà in uso all' interno dei contesti di cura sanitaria italiana.

La prospettiva di studio è certamente lunga, ma le speranze sono tante ed hanno basi scientifiche molto solide.

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