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IL FUTURO E’ NELL’INSULINA IN CAPSULA?

Le iniezioni di insulina potrebbero scomparire in un futuro non troppo lontano. Almeno secondo lo studio condotto dai ricercatori della Niagara University che hanno sperimentato con successo la somministrazione, su topi da laboratorio, di prodotti ingeribili contenenti insulina.

Una capsula al posto dell’ago? Questo è quello che lasciano presagire le ricerche preliminari presentate dalla leader del team, Mary McCourt, al congresso dell’American Chemical Society a Philadelphia (Stati Uniti).

Ad oggi l’unica via per somministrare l’insulina è la siringa utilizzata per iniezioni sotto pelle, anche per le innovative soluzioni come il  pancreas artficiale. Il fatto che non si possa assumere insulina per via orale è principalmente dovuto alla dinamica generata dal passaggio delle capsule attraverso lo stomaco che porta ad una “distruzione” dell’ormone per via dell’ambiente acido. In questo caso l’effetto dell’insulina si annullerebbe, ma il problema potrebbe essere risolto in futuro grazie alla tecnologia sviluppata da questo gruppo di ricercatori della Niagara University. Il segreto è nel rivestimento che “copre” l’insulina.   

<strong>La Dott.ssa McCourt (a destra) al lavoro presso il laboratorio della Niagara University.  </strong>

Foto credits  niagara.edu

 

McCourt e i suoi colleghi hanno deciso di aggirare il problema con una nuova tattica: avvolgere l’insulina nelle nuove particelle da loro realizzate, i Cholestosome, composti di molecole di lipidi. Fino a qui niente sembra differenziarli dai liposomi, ovvero le altre capsule usate per l’assunzione orale di medicine. Tuttavia, mentre i liposomi hanno solitamente bisogno di essere ulteriormente ricoperte di polimeri – macromolecole protettive che permettono agli elementi contenuti nella capsula di raggiungere il flusso sanguigno – questo strato è invece assente nei Cholestosome.

I ricercatori si sono infatti accorti che, una volta assemblati, i lipidi formano particelle neutre in grado di resistere agli attacchi degli acidi contenuti nello stomaco: in questo modo, le medicine contenute al loro interno possono raggiungere l’intestino senza degradarsi. Quando un Cholestosome raggiunge l’intestino, il corpo lo riconosce come qualcosa di assorbibile, e l’insulina passa così nel flusso sanguigno, dove viene rilasciata.

I primi risultati in animali da laboratorio hanno dato esito positivo. Specifiche formulazioni di Cholestosome riempiti con insulina presentavano infatti un alto livello di biodisponibilità, il che significa che la maggior parte dell’insulina contenuta nelle capsule raggiungeva il flusso sanguigno. Il team sta ora lavorando sull’ottimizzazione delle formulazioni, prima di cercare di iniziare a sperimentare il metodo sugli esseri umani.

Fonte:  Niagara University

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