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SI AL MICROINFUSORE, NO AL FAI DA TE

I risultati positivi

Come è possibile ridurre l’emoglobina glicata? I diabetici possono scegliere tra i due metodi più diffusi: le iniezioni di insulina oppure la terapia con il microinfusore.
Lo studio OpT2mise, recentemente pubblicato dalla rivista Diabetes Technology and Therapeutics, consiglia di utilizzare il microinfusore.

Per quale motivo? Per i buoni risultati ottenuti con i diabetici di tipo 2.

Sono stati coinvolti 331 pazienti con valori di emoglobina glicata compresi tra l’8% e il 12%: a 168 è stata assegnata la terapia con microinfusore, ai restanti 163 invece la terapia iniettiva.
Dopo sei mesi hanno raggiunto un miglior controllo glicemico i pazienti con microinfusore. Si è infatti registrata una riduzione della dose giornaliera totale di insulina del 20% rispetto alla terapia iniettiva.

Scegliere il microinfusore può quindi essere utile.

I fattori da non sottovalutare

Per sottoporsi alla terapia con il microinfusore, noto anche con la sigla CSII o come “infusione sottocutanea continua di insulina”, bisogna però valutare attentamente alcuni fattori:

  • non ci sono limiti di età per usare il microinfusore, ma il limite è dato dalla capacità di utilizzo della pompa e dalla necessità di memorizzare le funzioni
  • le cause dello scompenso metabolico
  • i valori dell’emoglobina glicata
  • la gestione della terapia insulinica multi iniettiva
  • la soglia delle ipoglicemie
  • la presenza di complicanze
  • l’età e lo stile di vita

È infatti fondamentale farsi visitare accuratamente dal proprio diabetologo di fiducia o presso un centro di riferimento per valutare tutti i fattori e capire se la terapia con il microinfusore è adatta al vostro caso specifico.

Evitare il “fai da te”

Se il parere del diabetologo è positivo, solitamente la prassi è la seguente: il diabetologo conferma la terapia alla ASL di competenza che acquisterà il microinfusore. Può anche essere acquistato autonomamente, ma a quel punto le spese saranno a carico del paziente.

In entrambi i casi non bisogna dimenticare che non è possibile pensare di autogestirsi: rimane necessaria la sorveglianza da parte del diabetologo di fiducia o del centro di riferimento. Le soluzioni “fai da te” sono vivamente sconsigliate in campo medico e nello specifico per tutto ciò che riguarda il diabete.

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