Iniziativa realizzata con il
contributo scientifico di

Con il supporto
incondizionato di

Il trattamento del diabete

Sono diversi i trattamenti utilizzati per tenere sotto controllo la glicemia e di conseguenza il diabete.

Antidiabetici orali
Sono farmaci ipoglicemizzanti, che riducono cioè la glicemia e facilitano l’ingresso del glucosio nelle cellule.

Insulina
Nel diabete di tipo 1, nel quale esiste carenza assoluta di insulina, e nel diabete di tipo 2 resistente alla terapia dietetica e agli antidiabetici orali, questo ormone deve essere somministrato come terapia sostitutiva. Una terapia insulinica efficace può essere impostata con l’uso esclusivo di insulina regolare ad azione pronta e di insulina a rilascio ritardato opportunamente combinate.

Nell’ambito degli schemi di terapia quello più vantaggioso prevede tre iniezioni di insulina regolare da somministrare prima dei pasti, cui è utile associare prima di cena o prima di coricarsi un’insulina ad azione intermedia per coprire il fabbisogno notturno.

Lo schema con le sole tre iniezioni di insulina regolare prima dei pasti può essere utilizzato in tutti quei pazienti che presentano ancora una quota residua di funzione delle cellule beta del pancreas produttrici di insulina. L’insulina deve essere iniettata preferibilmente nel tessuto sottocutaneo dell’addome per la miglior uniformità di assorbimento. L’iniezione negli arti prevede un assorbimento attraverso il muscolo e pertanto molto più rapido, soprattutto se il muscolo viene sollecitato dal movimento.

La dose di insulina necessaria per ottenere un compenso ottimale è strettamente dipendente dalla sensibilità individuale, dalla quantità di carboidrati del pasto e dal tipo di vita del paziente nelle ore successive all’iniezione (sedentaria o attiva).

Negli ultimi anni sono stati messi in commercio gli analoghi ad azione rapida dell’insulina, l’insulina lispro e l’insulina aspart, che hanno il vantaggio di poter essere assunti subito prima del pasto, anziché 30 minuti prima come l’insulina normale, consentendo al paziente una maggiore libertà nella scelta dell’orario dei pasti.

Nuove prospettive terapeutiche
Il trapianto di pancreas ha rappresentato un importante sviluppo nella terapia del diabete di tipo 1, con tecniche che si sono sempre più perfezionate negli ultimi anni. L’esigenza però di un trattamento immunosoppressivo (farmaci antirigetto) che, nonostante la messa a punto di nuovi medicinali, rimane gravato da molti effetti collaterali seri, ne ha limitato l’uso a quei pazienti che necessitano di trapianto di rene per nefropatia diabetica o sono stati già sottoposti ad altro trapianto d’organo e si trovano pertanto già nella necessità di assumere un trattamento immunosoppressivo.

Anche il trapianto di isole pancreatiche entrato in uso negli ultimi dieci anni, che offre il vantaggio di una metodica di esecuzione molto semplice e quindi poco traumatica per il paziente, richiede un trattamento immunosoppressivo che, come per il trapianto di pancreas, nel limita l’impiego.

Un nuovo approccio per ricreare la secrezione insulinica perduta è quello che utilizza la terapia genica, che si basa sul trasferimento di materiale genetico (DNA o RNA) nelle cellule del paziente.

Controllo della terapia
Classicamente si effettua con una serie di dosaggi della glicemia durante la giornata e la notte per verificare che la somministrazione dell’insulina o degli ipoglicemizzanti orali sia corretta e copra in modo equilibrato tutta la giornata.

Reazioni all’insulina
La lipoatrofia è la perdita di tessuto adiposo nella sede di ripetute iniezioni sottocutanee di insulina e si pensa che sia dovuta a reazioni immunologiche locali.

La lipoipertrofia è, al contrario, la produzione eccessiva di tessuto adiposo nella sede di iniezioni sottocutanee ripetute di insulina e si pensa che sia dovuta ad un effetto favorente dell’insulina sulla sintesi locale dei trigliceridi.

Le reazioni allergiche all’insulina consistono in eritema, edema (gonfiore) e prurito talora solo nella sede di iniezione, ma spesso generalizzati.

Esistono anche alcune forme di resistenza dovute alla formazione di anticopi contro questo ormone.

L’ipoglicemia si verifica più facilmente in pazienti in terapia insulinica, anche se può essere osservata anche in alcuni pazienti in trattamento con ipoglicemizzanti orali. Quando l’ipoglicemia è sintomatica è caratterizzata da astenia (stanchezza, facile affaticabilità), sensazione di fame, confusione, cefalea. A questi sintomi, causati da diminuito apporto di glucosio alle cellule cerebrali, se ne aggiungono altri: sudorazione, tremori, pallore, tachicardia. Il paziente non trattato può andare incontro a coma.

Lascia un commento

Testo di sicurezza:*

Inserisci entrambe le parole sottostanti, con o senza spazi.
Le lettere non sono case-sensitive.
Non riesci a leggerlo? Provane un'altra