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DIABETE E SCREENING CARDIOVASCOLARE – parte 2

Altri esami di screening cardiovascolare

Il test da sforzo (o test ergometrico) è un esame strumentale che consiste nella registrazione dell'elettrocardiogramma prima, durante e dopo l'esecuzione di uno sforzo fisico (a differenza dell'elettrocardiogramma basale che viene registrato in condizioni di riposo). Il cicloergometro è una particolare cyclette con regolatori e controlli elettronici dello sforzo che viene compiuto dal paziente.

In questo modo è possibile esaminare la risposta dell'apparato cardiocircolatorio all'esercizio fisico, in particolare per quanto riguarda frequenza cardiaca, risposta pressoria ed eventuali alterazioni ECG. Durante sforzo fisico infatti, si realizzano condizioni che comportano un incremento delle richieste di lavoro al cuore che potrebbero mettere in evidenza eventuali alterazioni non riscontrabili a riposo, in particolare evidenziare o escludere la presenza di una malattia delle coronarie.

L’ecostress ha lo scopo di evidenziare o escludere la presenza di una malattia delle coronarie e viene eseguito se il paziente non riesce a sostenere lo sforzo fisico (pedalare o camminare su tapis roulant) del test da sforzo. Si fa eseguire uno “sforzo” farmacologico al paziente tenendo monitorato l’ecocardiogramma per vedere se in condizioni di massima fatica il cuore mostra, attraverso modificazioni della contrattilità delle sue pareti, segni di ischemia.

Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino, sul fianco sinistro come per un normale esame ecocardiografico. L'esame consiste nell'eseguire un ecocardiogramma mentre viene iniettato un farmaco capace di mettere sotto "stress" il cuore del paziente.

Durante lo stress farmacologico, che simula uno sforzo fisico, il cardiologo che esegue l'esame monitorerà ecocardiograficamente i movimenti del cuore valutandone la funzione contrattile.

Esami vascolari

L’eco doppler flussimetria dei tronchi sovraaortici è un esame ecografico in grado di valutare l'anatomia, il decorso e/o la tortuosità dei vasi. Inoltre permette di valutare la presenza di placche aterosclerotiche in grado di determinare o meno una stenosi o in alcuni casi importanti occlusioni vasali.

Un altro esame è l’eco doppler flussimetria arteriosa arti inferiori: viene eseguito preliminarmente il calcolo dell’indice pressorio caviglia/braccio (ABI). A paziente in posizione supina mediante sonda ecografica vengono esaminati i distretti arteriosi degli arti inferiori, analizzando sia la morfologia della parete arteriosa che la presenza di placche e il regime di flusso.

Non vi è accordo sulla esecuzione di questi esami in tutti i diabetici. In quelli con elevato rischio di patologia coronarica non sintomatica definito su base clinica ed anamnestica è opportuno eseguire un ecodoppler dei tronchi sovraaortici e degli arti inferiori da ripetere ogni 1-3 anni a seconda del risultato. Il semplice indice pressorio caviglia/braccio deve essere eseguito alla diagnosi di diabete: se normale può essere rivalutato a distanza di 3-5 anni; se <0,9 deve essere eseguito un ecodoppler degli arti inferiori.

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