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DIABETE E SCREENING CARDIOVASCOLARE - parte 1

Diabete e rischio cardiovascolare

Il diabete di tipo 2 è uno dei principali fattori di rischio per le patologie macrovascolari. La presenza di altre condizioni, quali ipertensione, dislipidemia, obesità e  fumo di sigaretta aumentano ulteriormente il rischio. Una riduzione di più del 50% della mortalità totale, della mortalità cardiovascolare e degli eventi cardiovascolari si è ottenuta solo con l’ottimizzazione di tutti i fattori di rischio cardiovascolari. Quindi un approccio globale e intensivo alla malattia, non limitato al controllo glicemico, ma esteso alle diverse componenti del rischio cardiovascolare, può ridurre in maniera  significativa la comparsa di complicanze macrovascolari e la mortalità cardiovascolare legata al diabete.

È fondamentale, per la prevenzione cardiovascolare nel paziente diabetico, valutare il rischio cardiovascolare globale (età, sesso, familiarità per coronaropatia o morte improvvisa, attività fisica, fumo, peso corporeo e distribuzione del grasso corporeo, durata della malattia diabetica, controllo glicemico, pressione arteriosa, microalbuminuria, lipidi plasmatici) considerando anche la durata del diabete e il grado di compenso.

Anche i pazienti con diabete di tipo 1 presentano un rischio cardiovascolare aumentato rispetto alla popolazione non diabetica e tale aumento sembra essere condizionato dalla copresenza degli stessi fattori di rischio che operano nel diabete di tipo 2.

L’elettrocardiogramma e l'ecocardiogramma

Tutti i pazienti con diabete devono eseguire annualmente un controllo elettrocardiografico. In base al tracciato dell’elettrocardiogramma si decide se fare anche un ecocardiogramma annualmente o ogni 3 anni. In caso di alterazioni si passa a indagini di livello superiore come test da sforzo/ecostress fino alla coronarografia.

Inoltre vanno eseguiti anche controlli vascolari come eco doppler flussimetria dei tronchi sovraaortici e arti inferiori, con cadenza periodica che dipende dal rischio globale del paziente.

L’elettrocardiogramma (ECG) è una riproduzione grafica dell'attività elettrica del cuore, eseguito attraverso l’applicazione di elettrodi, ossia piastrine ventose che aderiscono alla pelle tramite un gel trasparente, collegati all’elettrocardiografo, il dispositivo che registra l’attività sotto forma di grafico. Il paziente è sdraiato sul lettino, a riposo. Questo è il metodo più facile, meno dispendioso e più pratico per osservare se l'attività elettrica del cuore è normale oppure se sono presenti alterazioni di natura bioelettrica indicative di patologia.

L'ecocardiogramma è un esame che permette di visualizzare le immagini del cuore, per capire se la struttura e la funzionalità del muscolo cardiaco sono normali. Si basa sull'impiego degli ultrasuoni e si effettua mediante una sonda ecografica/gel applicati sul torace. È consigliato eseguire un ecocardiogramma entro 3 anni dalla diagnosi del diabete e, se normale, ripeterlo ogni 2-3 anni.

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