UN’INSULINA MODIFICATA DAI RADICALI LIBERI POTREBBE DARE IL VIA ALLA MALATTIA

Ultima modifica: 20 settembre 2015

Autore: Il Tuo Diabete

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Importante ricerca apre le porte a una nuova ipotesi sull’origine del diabete

Una ricerca italo-inglese sembra aprire le porte a una nuova ipotesi sull’origine del diabete di tipo 1. I ricercatori del Campus BioMedico di Roma e la Queen Mary University di Londra hanno infatti scoperto che a innescare la malattia potrebbe essere un tipo di insulina “diversa” resa tale dai radicali liberi che, ossidandola, la renderebbero un bersaglio per il sistema immunitario.
L’insulina anomala infatti riconosciuta come un corpo estraneo innescherebbe la risposta del sistema immunitario che la bombarderebbe con una scarica di anticorpi, alimentando la malattia e distruggendo le cellule beta-pancreatiche che fabbricano l’insulina.

La ricerca, presentata a Stoccolma al 51° Congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete (Easd), “rappresenta un possibile cambiamento di paradigma nella patogenesi del diabete di tipo 1” come ha spiegato Rocky Strollo, del Dipartimento di Endocrinologia e Diabetologia dell’ateneo romano, primo nome fra gli autori e componente della Società italiana di diabetologia (Sid).
Sul diabete di tipo 1 si sa bene che il pancreas non è più in grado di produrre insulina e che l’origine della malattia è appunto auto-immune, ma il motivo per cui questo succede resta misterioso. Secondo la nuova ipotesi portata avanti dallo studio, i radicali dell’ossigeno rilasciati durante il processo infiammatorio autoimmune “agganciano” l’insulina e ne modificano la struttura. L’ormone così cambia faccia, il sistema immunitario lo riconosce come un corpo estraneo e lo combatte.

Il lavoro apre inoltre prospettive inedite di diagnosi anticipata e prevenzione. Gli scienziati hanno infatti messo a punto un test per dosare gli autoanticorpi anti-insulina aliena, scoprendoli nell’84% dei piccoli ai quali viene diagnosticata la patologia. L’esame potrebbe quindi diventare un’arma per identificare i bimbi più a rischio prima che si ammalino, e l’insulina ‘ruggine’ un bersaglio per sviluppare nuovi farmaci-scudo. I primi per cercare di evitare il diabete dei piccoli.
“Abbiamo dimostrato per la prima volta la presenza di anticorpi contro l’insulina ossidata nella maggior parte dei pazienti con diabete 1 – sottolinea Strollo – Il test che abbiamo messo a punto per dosarli è altamente sensibile (84%) e specifico (99%), perciò il nostro prossimo obiettivo sarà capire se questo esame potrà consentire di identificare precocemente chi è destinato a sviluppare il diabete di tipo 1. Valuteremo anche se l’insulina modificata possa rappresentare un nuovo target terapeutico per la prevenzione della malattia”.

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Titolo: UN’INSULINA MODIFICATA DAI RADICALI LIBERI POTREBBE DARE IL VIA ALLA MALATTIA

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