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Gentili dottori, intanto ringrazio per avermi chiarito in un precedente contatto che il picco glicemico postprandiale si misura a 2 ore da INIZIO PASTO, cosa che nessun dottore o diabetologo mi aveva chiarito prima e che adesso mi permette di individuare sempre il picco. Il mio problema è essenzialmente l'abbassamento di questo picco che quasi sempre si posiziona tra 180 e 220. Io ho 67 anni peso 77 Kg sono alto 1,87 girovita 100 e da ca 15 anni la mia glicata oscilla tra 6,2 e 7,5 % in funzione della dieta e della stagione (più bassa in estate) I miei dati di oggi sono : s-glucosio digiuno 116, s-colest tot 208, hdl 47, triglicer 99, hba1c (NGSP) 6,5, p-fibrinogeno 444,4, p-omocisteina 9,58, igf1 138 , pressione al mattino (con 10 mg lisinopril presi alla sera)135/83,peso 77,7 Kg. La mia alimentazione è molto controllata (50 gr di pasta integrale ,molte verdure,poca carne,frutta basso ig olio oliva, pane integrale. 60 gr ecc secondo le indicazioni di indice e carico glicemico che si trovano su internet (bufale escluse) con qualche trasgressione su piccolissime quantità di dolce a fine pasto, mentre il mio movimento sportivo è molto limitato a brevissime camminate di 5’ per andare ad un lavoro di negozio. Il mio problema è il controllo del picco post prandiale nei tre pasti giornalieri che io faccio, ed essenzialmente a colazione: colazione con ½ mela o arancio + tazza di latte e avena o soia o quinoa con 30 gr di grissini anche low carb e un biscottino dolce, la glicemia a 30. 40‘ da fine pasto passa a 190-220 per poi riportarsi a 160-150 dopo altri 30 ‘. IL PROBLEMA E’ CHE IO NOTO UN BRUCIORE AGLI OCCHI QUANDO LA GLICEMIA SALE OLTRE 200 PER POI DIMINUIRE QUANDO RISCENDE AI VALORI INFERIORI A 170. (Una visita oculistica di due mesi fa per un distacco di vitreo (il secondo che ho avuto) ha evidenziato, oltre al distacco, un inizio di cataratta ma non altri problemi di fondus oculi, o retina o pressione oculare. Il problema del picco postprandiale esiste anche dopo pranzo e cena anche se talvolta è più facile trovare valori di 160 -180 mg/dl (anche se l’obiettivo so che è 140). La domanda è: cosa devo fare, quale medicina è più indicata per la mia situazione visto che con l’alimentazione non riesco a riportare il picco postprandiale a 140? Grazie mille Giorgio

UN FASTIDIOSO PICCO POST-PRANDIALE

Ultima modifica: 8 febbraio 2017

Autore: Il Tuo Diabete

Anzitutto le consiglio di ottimizzare lo stile di vita quanto ad attività fisica, cosa di cui ha piena consapevolezza.  Se è vero  che  sono consigliati 150  minuti  di moderata attività fisica alla settimana, alcuni dati sembrano indicarne un particolare beneficio  proprio se fatta al termine dei pasti.  Allora  potrebbe provare, dopo ogni pasto, a fare 10 minuti di moderata attività fisica,  che  può voler dire  riordinare  la  tavola e la cucina, e poi due passi, ma anche   fare alcune rampe delle scale di casa.  Sono certo che  questo primo  intervento porterà  ad un significativo miglioramento della sua glicemia post-prandiale

Se poi ciò non fosse sufficiente e si rendesse necessario  un trattamento,  va detto  che è  sempre più chiaro come  alcuni farmaci  tendano a  controllare prevalentemente la glicemia “basale” (quella che abbiamo indipendentemente dai pasti)   mentre  altri mostrino  un effetto prevalente su quella “post-prandiale”. E’ quindi  possibile, anzi corretto,  personalizzare  il trattamento  farmacologico in base alle caratteristiche  di ogni paziente, anche  se  questo  richiede una valutazione clinica complessiva  che solo il  Medico di fiducia o lo Specialista Diabetologo  possono  fare, ma “dal vivo”.

 

 

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Titolo: UN FASTIDIOSO PICCO POST-PRANDIALE

Ultima modifica: 2017-02-08T17:52:12+00:00

Autore: Il Tuo Diabete