Il co-fondatore dei Pink Floyd morì per le complicanze del diabete

SYD BARRETT, GENIO E SREGOLATEZZA DEL ROCK

Ultima modifica: 6 novembre 2014

Autore: Il Tuo Diabete

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Il co-fondatore dei Pink Floyd morì per le complicanze del diabete

Crazy diamond, diamante pazzo. Così, in una canzone in suo onore, Syd Barret viene ricordato dai membri dei Pink Floyd, il gruppo rock di cui lui era stato l’anima eccentrica e idealista.

 

Il diamante pazzo del rock

Era il 1965 quando Syd fondò la band che conquistò i favori del pubblico sin dall’album di esordio, The Piper At The Gates Of Dawn. Sperimentali e psichedeliche, le canzoni del disco riflettevano la personalità geniale e la vena creativa del loro autore, divenuto in pochi anni uno dei personaggi più leggendari della scena anni sessanta e l’ispiratore di musicisti di tutto i mondo.

Il successo però non fece bene a Barrett, che per reggerlo iniziò ad assumere LSD ed altre sostanze stupefacenti, rendendo sempre più problematico suonare nei live; a 21 anni aveva già perso il contatto con la realtà e nei concerti smetteva di cantare improvvisamente, o cantava la stessa nota per lunghi minuti. L’instabilità psicologica e l’inaffidabilità sul palcoscenico spinsero gli altri componenti del gruppo a chiamare come supporto David Gilmour, grande amico di Syd, che presto prese stabilmente il suo posto come cantante e chitarrista.

Dopo essere uscito dal gruppo, Syd registrò due album come solista, mantenendo sempre rapporti artistici con i suoi ex compagni David Gilmour e Roger Waters.

 

Il crollo psicologico

Alla fine del 1972 fu ricoverato per la prima volta in una clinica psichiatrica, esperienza che negli anni successivi si ripetè più volte. Su di lui calò il sipario, al punto che in certi momenti fu addirittura dato per morto, nonostante la sua influenza continuasse a riflettersi su intere generazioni di rockers, esordienti o meno.

Sebbene la salute di Barrett fosse in caduta libera, i Pink Floyd non smisero mai di omaggiarlo: la canzone Shine On You Crazy Diamond e l’intero disco Wish You Were Here sono infatti una dedica commossa per l’amico mai dimenticato. Invitato nello studio di registrazione per ascoltare in anteprima il brano, Syd apparve ai compagni come trasfigurato: grasso calvo, un po’ svagato. Certamente l’abuso di allucinogeni e la sua condotta trasgressiva avevano aggravato sulla sua salute, già provata dal diabete.

Verso la fine

Dopo l’allontanamento dalla scena musicale, Barrett visse per un trentennio in quasi assoluto isolamento; l’unica sua attività fu la pittura astratta, di cui era molto appassionato sin da giovane.

La sua morte, nel 2006, fu quasi sicuramente causata da alcune complicazioni del diabete di cui soffriva da diversi anni. Per il mondo rimarrà sempre l’intramontabile genio del rock psichedelico, il leggendario “diamante pazzo“ che risplende nella luce dei miti:

 

You were caught on the cross fire of childhood and stardom,

Blown on the steel breeze.

Come on you target for faraway laughter

Come on you stranger, you legend, you martyr, and shine!”

 

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La narrazione è un potente strumento di trasformazione della pratica clinica, perché gli aspetti medici del diabete non sono più separati da quelli autobiografici.

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Una replica a “SYD BARRETT, GENIO E SREGOLATEZZA DEL ROCK”

  1. Che anche Syd avesse il diabete è stata una scoperta inaspettata! Anche una leggenda del rock come lui condivideva i nostri problemi…

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Titolo: SYD BARRETT, GENIO E SREGOLATEZZA DEL ROCK

Ultima modifica: 2014-11-06T06:30:33+00:00

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