Il microinfusore è una delle modalità per rilasciare l’insulina

LA SCELTA DEL MICROINFUSORE

Ultima modifica: 23 settembre 2014

Autore: Il Tuo Diabete

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Il microinfusore è una delle modalità per rilasciare l’insulina

Come assumere l’insulina

Il primo bisogno di un diabetico del tipo 1 è di assumere insulina dall’esterno ogni giorno. Oltre le classiche iniezioni multiple giornaliere tramite siringa o “penna” (MDI), da più di 30 anni lo si può fare anche attraverso un’altra modalità, il microinfusore (CSII).

Che cos’è un microinfusore? E’ un dispositivo di piccole dimensioni che eroga in continuo 24 ore su 24 insulina, si può indossare sotto i vestiti o può essere attaccato alla cintura. Negli ultimi anni sono stati commercializzati modelli con funzioni sempre più avanzate; gli ultimi modelli in commercio sono le cosiddette patch pump che possono essere posizionate sulla caviglia, nell’incavo sotto la coscia, o dove lo si ritiene più comodo.

Funzionamento e utilizzo del microinfusore

Il microinfusore è un apparecchio portatile che libera insulina ultrarapida, tramite un tubo sottile e un’agocannula che viene inserita sottocute. Il dispositivo, sulla base dei flussi stabiliti dal medico, libera nell’organismo quantità di insulina anche minime, con possibilità di modificare il flusso basale anche fino a 24 volte in una giornata.

La somministrazione dell’insulina è continua e costante e permette al paziente e al suo diabetologo di adattare al meglio la terapia alle esigenze (fabbisogno nelle 24 ore, alimentazione, attività fisica, abitudini quotidiane che influiscono sui livelli della glicemia). Alcuni modelli di microinfusore hanno anche associato un sensore che rivela i livelli glicemici a intervalli di pochi secondi e invia le informazioni al microinfusore stesso; inoltre esiste un sistema di allarme che segnala i picchi di massima e minima.

La quantità di insulina che viene rilasciata è ovviamente personalizzabile, gestita in base alle particolari esigenze di ognuno. Chi usa il microinfusore deve comunque continuare a misurare la glicemia da 4 a 6 volte nell’arco della giornata e deve sostituire il set di infusione ogni 2-3 giorni.

Pro e contro del microinfusore

In Italia sono circa 4.000 i diabetici che utilizzano il microinfusore e che si ritengono soddisfatti. Ma non è detto che il dispositivo vada bene a tutti: la terapia è personalizzabile e personalizzata, deve essere infatti sempre tenuta sotto controllo dal diabetologo di fiducia e può essere sospesa in qualsiasi momento.

I pro di chi ha scelto di usarlo sono la flessibilità di poter mangiare in qualsiasi orario grazie alla copertura continua e costante dell’insulina, la precisione dell’apparecchio nel dosaggio e soprattutto il fatto di non doversi pungere ogni giorno. I contro invece riguardano le possibili complicazioni tecniche di tali dispositivi, come guasti o batterie scariche, la presenza fisica del microinfusore che diventa fastidiosa durante l’attività fisica e infine la possibilità di urtare l’apparecchio, cosa che alle volte accade.

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Titolo: LA SCELTA DEL MICROINFUSORE

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