Intervista a Monica Priore con un commento del Dottor Biffi

PER SCOPRIRE CHE ANCHE UN DIABETICO PUO’ RAGGIUNGERE TRAGUARDI IMPENSABILI

Ultima modifica: 15 settembre 2014

Autore: Il Tuo Diabete

Articolo

Intervista a Monica Priore con un commento del Dottor Biffi

Abbiamo intervistato Monica Priore che nel 2007 ha attraversato a nuoto lo Stretto di Messina, nel 2010 ha compiuto l’impresa Capri-Meta di Sorrento, ad aprile è stata premiata come “atleta dell’anno”.

  1. Monica, come ci si sente nel compiere imprese del genere?

Sono belle soddisfazioni; tenendo conto di tutti i sacrifici fatti nel corso di questi anni, queste sono le ricompense che alla fine arrivano.

  1. In un’intervista hai detto “Scoprire lo sport è stata una rinascita”. Com’era la tua vita prima del nuoto? Qual è stata la molla che ti ha spinto a reagire?

Ho sempre fatto sport, prima del nuoto praticavo pallavolo. E già allora i medici non ritenevano opportuno che un diabetico di tipo 1 facesse uno sport impegnativo soprattutto a livello agonistico. La mia spinta è stata proprio quella di andare controcorrente, di dimostrare ai medici, a me stessa e agli altri diabetici che nonostante la patologia si possano raggiungere traguardi importanti.

  1. Sappiamo che a partire dal 2015 sarai la protagonista del tour “Volando sulle onde della vita” in giro per l’Italia.

E’ un nuovo progetto che sto cercando di realizzare, nasce con il desiderio di fare un tour in camper  in tutte le regioni Italiane e di effettuare nei mari e laghi di ogni regione, una traversata di almeno 5 km. Il desiderio è sempre quello di promuovere l’attività fisica in ambito diabetologico e nello stesso tempo combattere le forme d’ignoranza che sono legate al diabete. Perché purtroppo ancora oggi l’ignoranza su questa patologia regna sovrana: si fa ancora tanta e troppa confusione tra diabete di tipo 1 e tipo 2, sono patologie che hanno lo stesso nome ma peculiarità differenti.

La volontà è di combattere anche le discriminazioni che i ragazzi diabetici incontrano in ambito lavorativo, sportivo, scolastico. Credo che l’ignoranza si combatta solo palesando la situazione, perché se dimostri cosa si riesce a fare nonostante il diabete, le forme di ostilità nei confronti della patologia prima o poi vengono abbattute.

Io ci metto la faccia e l’impegno, consiglio sempre ai ragazzi diabetici di non nascondersi: non dire che si è diabetici a mio avviso è controproducente, il rischio poi è di vivere una vita che non è la tua, di essere quello che non sei, perché bisogna fingere e nascondersi. Il tour nasce per questa esigenza, io voglio andare in giro per l’Italia in località turistiche, tra luglio e agosto, dove per curiosità le persone verranno sicuramente a vedere e cercheranno di capire cosa sta succedendo. Se su 50 persone, 1 riuscirà a capire di cosa stiamo parlando, già è un passo avanti.

  1. Lo sport ha cambiato la tua vita decisamente in meglio, per te il diabete non è più un ostacolo. Cosa consigli a tutti i fan de iltuodiabete.it, specialmente quelli più pigri e pessimisti?

L’attività fisica ti fa vivere a prescindere dal diabete, ti permette di avere una vita più sana e più duratura. Quindi se uno tiene alla propria persona e al proprio benessere psicofisico, consiglio vivamente di praticare qualsiasi forma di attività fisica, a partire da una semplice passeggiata di mezz’ora.

  1. Qual è il tuo rapporto con il cibo? Come gestisci i livelli di glicemia facendo sport?

Ormai gestisco il tutto abbastanza bene. Seguo un’alimentazione consona all’attività fisica che faccio anche perché mi interessa raggiungere dei livelli di prestazione ottimali dove conta anche il tipo di alimentazione che si fa. Con la glicemia riesco a giostrarmi abbastanza bene, poi è ovvio che l’imprevisto capita sempre, anche perché ci sono tanti fattori che influiscono. Può capitare la giornata no, bisogna con tanta pazienza cercare di capire dove si è sbagliato e cosa fare per sistemare la situazione.

  1. Nonostante lo sport praticato in maniera impegnativa, continui il tuo lavoro. Come riesci a conciliare diabete, sport e lavoro?

Con dei sacrifici: esco dal lavoro e vado in piscina, esco dalla piscina e torno a casa. Bisogna fare tante rinunce però se si crede in determinate cose, si va avanti così. I risultati e le soddisfazioni poi arrivano e ti ripagano di tutti gli sforzi fatti. Mi alleno almeno 4/5 volte alla settimana in piscina, in base al tipo di allenamento che sto facendo, più 2 di palestra. Sono circa 3,2 km per allenamento, quindi minimo un’ora e mezza; in vista della preparazione delle imprese lavoro sui 5/6 km per volta.

  1. A ottobre uscirà con Mondadori il tuo libro “Il mio mare ha l’acqua dolce”. Cosa dobbiamo aspettarci? La Monica dinamica, sportiva ed energica che conosciamo oppure la Monica che non si è ancora rivelata, con momenti di alti e bassi come tutti?

Ci sarà tutto di Monica: sia la fragilità che la forza. Ho messo veramente a nudo la mia anima, proprio perché volevo rispondere a tutti coloro che nel corso di questi anni mi hanno fatto  le domande più disparate. Mi auguro che il libro possa tornare utile a loro, alle loro famiglie e soprattutto ai non diabetici, per far capire, dal mio punto di vista, che cos’è il diabete nel bene e nel male.

 

Commento del Dottor Biffi

L’esempio di Monica Priore è particolarmente importante sia per quanto riguarda i pazienti diabetici di tipo 1 che per il mondo sportivo in generale. Ci fa capire quanta discriminazione ancora esista a livello sportivo per i ragazzi diabetici. Tutte le difficoltà che Monica ha affrontato e superato (e so quanto le è costato) possono rappresentare delle barriere invalicabili per ragazzi con meno volontà e determinazione. E’ molto importante far capire ai medici ma anche agli allenatori che ci sono stati campioni olimpici diabetici e che è fondamentale per questi ragazzi essere ben seguiti da un diabetologo e da un medico sportivo, senza precludere loro nessuna gioia. Non c’è niente di peggio per un ragazzo che sentirsi discriminato ed essere lasciato immobile sotto una campana di vetro a vedere tutti gli amici che giocano all’aria aperta. Mi auguro che questi esempi servano ad aprire il mondo sportivo a questi ragazzi e sensibilizzare i medici sui benefici, anche psicologici, dello sport.

Social

Ritieni utile l'articolo?

Vota selezionando un numero di stelle da 1 a 5, 1 inutile, 5 utilissimo

0 votes

Titolo: PER SCOPRIRE CHE ANCHE UN DIABETICO PUO’ RAGGIUNGERE TRAGUARDI IMPENSABILI

Ultima modifica: 2014-09-15T08:30:26+00:00

Autore: Il Tuo Diabete