Diario di una crisi ipoglicemica

NOTTI TERRIBILI

Ultima modifica: 25 agosto 2014

Autore: Il Tuo Diabete

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Diario di una crisi ipoglicemica

La versione di Anna

Il mio nome è Anna, ho 32 anni e sono una “veterana” del diabete, nel senso che mi accompagna ormai da oltre vent’anni. Il diabete finora non mi ha mai fermato, né ha rallentato i miei desideri, la mia vita quotidiana. Anche adesso che sto vivendo un periodo particolarmente stressante, dovuto ad altri problemi di salute, oltre che difficoltà lavorative e situazioni poco piacevoli, sento che tutto andrà avanti per il meglio.

Ma l’altra notte abbiamo festeggiato il compleanno di un amico, ricordo che sono andata a letto molto stanca, distrutta. Ricordo anche di aver detto al mio compagno Luca, come sempre iperprotettivo sul mio stato di salute, di lasciarmi stare, che stavo bene e che volevo solo dormire. Verso le cinque di notte ho aperto gli occhi, mi sentivo ancora più stanca ed ero inspiegabilmente seduta a letto, con Luca che mi guardava con gli occhi lucidi, visibilmente più stravolto di me, con in una mano un cucchiaino di zucchero e il cordless nell’altra. Ho provato a dire “Sto bene, che hai?” ma non sono riuscita a parlare… pian piano mi sono ripresa e ho capito solo dopo….

 

La versione di Luca

Sono Luca, ho 34 anni e convivo ormai da qualche anno con Anna. Anche se lei non vuole ammetterlo, purtroppo ultimamente per svariati motivi il controllo del diabete, che ha sempre avuto in pugno, è un po’ sfuggito di mano. La notte poi è sicuramente il momento peggiore, perché una crisi ipoglicemica può essere scambiata per mille altri sintomi, è un vero rebus. L’altra notte, dopo il compleanno di Alex, Anna sembrava un po’ strana, ma il suo “Sto bene, lasciami stare” non lasciava spazio a compromessi, e mi sono addormentato in preda alla stanchezza e a qualche bicchiere di troppo.

Di notte sono stato svegliato da una sorta di inquietudine, o da piccoli segnali che ho percepito inconsciamente… ho capito subito che la situazione era di ipoglicemia, grave. Non ho perso tempo a provare la glicemia, dopo tentativi difficili di acqua e zucchero, l’ho provata, era sotto il 30. Non sapevo che fare, ho preso il telefono, per chiamare l’ambulanza. Non ho fatto il numero, ho continuato, in trance, a provare… e dopo mezz’ora buona eravamo a 40 e c’erano i primi segni di movimento volontario, ancora lontano da qualche risposta coerente.

E’ questa la cosa più angosciante: non hai riscontro, sei solo in quel momento, hai sempre paura di esagerare o di non fare abbastanza, nonostante hai vissuto altre volte situazioni simili è sempre come fosse la prima volta. Ci è voluta più di un’ora per sentire le prime, confuse parole. A quel punto avevo solo voglia di piangere, e scaricare la tensione e lo stress per cercare di lasciarmi alle spalle il prima possibile quel nodo alla gola e tornare a respirare.

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2 Risposte a “NOTTI TERRIBILI”

  1. a me è successo questa notte ma in passato ce ne sono state tante purtroppo

  2. io ho 54 anni e sono insulinodipendente da 24 anni; anche per mio marito è stato' sconvolgente' le prime crisi ipoglicemiche che ho manifestato fortunatamente solo in orari diurni o pre-serali con conseguente intervento 118 e, sicuramente, una persona che ti vuole bene si angoscia ed ha tanta paura e mai si abituerà.

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Titolo: NOTTI TERRIBILI

Ultima modifica: 2014-08-25T09:37:21+00:00

Autore: Il Tuo Diabete