Giulia, il diabete di tipo 2 e il suo rapporto con il cibo

È ANCORA TEMPO DI MARMELLATE

Ultima modifica: 9 ottobre 2014

Autore: Il Tuo Diabete

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Giulia, il diabete di tipo 2 e il suo rapporto con il cibo

Mi chiamo Giulia, ho 45 anni e 1 anno fa mi hanno diagnosticato il diabete di tipo 2.
Panico, rabbia e depressione nel giro di pochi mesi. Poi la parte più sana di me ha reagito: oltre che col diabetologo ho parlato con conoscenti, il web mi è stato vicino con infinità di notizie e esperienze. Il resto l’ho fatto da sola, scegliendo di vedere il bicchiere mezzo pieno.

L’alimentazione è stato l’incubo principale perché togliermi il piacere di mangiare quello che volevo mi era sembrata la morte.

In realtà, prima pesavo 89 kg, alta 1,64 e se non fosse intervenuto il diabete so che sarei scivolata allegramente verso i 100 kg. Il diabete mi ha fatto capire che mangiare quello che si vuole è solo apparentemente concedersi un piacere, perché prima o poi il corpo ne paga il prezzo.
Ci son voluti un po’ di mesi di sbagli e pasticci per capire cosa mi faceva il cibo: al mattino ero sui 150, bastava una pizza a pranzo per salire a 200 e la sera ululavo davanti al frigo aperto senza sapere cosa mangiare.
Il diabetologo mi ha aiutata con una dieta base un po’ troppo triste per i miei gusti, ma un po’ alla volta, con l’aiuto di libri di ricette per diabetici, mi sto costruendo un mio menù per ogni stagione.

Per esempio, ero la regina delle marmellate, ne facevo per me, per amici e parenti e appena scoperto il diabete sono scoppiata a piangere dalla rabbia pensando di dover smettere.
Poi ho scoperto che si possono fare anche senza zucchero!!! E quest’estate, quando è arrivato il tempo, mi sono lanciata: al primo momento sembrano un po’ aspre, ma poi si scopre che sono anche meno stucchevoli e si sente di più il sapore della frutta.
Basta lavare la frutta e tagliarla a pezzettini, aggiungere il succo di limone e lasciarla riposare per circa un’ora per far fermentare la frutta in maniera naturale. Poi versarla in una pentola, aggiungere mezzo bicchiere d’acqua e lasciare cuocere a fiamma bassa per circa 40 minuti. Mettere un pizzico di zenzero e mescolare.
Poi si versa la marmellata ancora bollente in barattoli di vetro sterilizzati, si richiudono e si lasciano riposare capovolti per un’intera giornata.

Alla sera, dopo un pasto leggero con proteine verdure, mi basta un cucchiaino per chiudere in bellezza. Ci tengo a farlo sapere a tutti i diabetici disperati: potevo rassegnarmi, non fare più marmellate e diventare sempre più arrabbiata. Ma non mi sono arresa. E se ci sono riuscita io, potete farlo anche voi.

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Titolo: È ANCORA TEMPO DI MARMELLATE

Ultima modifica: 2014-10-09T06:30:08+00:00

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