L’ONDA BUONA DI MONICA PRIORE

Ultima modifica: 13 giugno 2016

Autore: Il Tuo Diabete

Articolo

Intervista alla nuotatrice diabetica Monica Priore

«I bambini non possono gestire il diabete, non riescono a calcolare il quantitativo di carboidrati che devono ingerire in base alla dose di insulina. Devono essere seguiti dai genitori. A scuola non c’è l’infermiera, quindi la mamma o il papà devono abbandonare il lavoro per assistere i propri figli. Aggiornare la Legge 104 è un passo necessario perché per poter usufruire dei permessi previsti, i genitori dei minori diabetici sono costretti a far subire ai figli inutili vessazioni: dalla definizione di ‘handicappato’, fino alle visite mediche davanti a una commissione che ne dovrebbe stabilire la grave disabilità. Traumi inutili e secondo me evitabili».

Monica Priore (Mesagne, 1976) non è solo una nuotatrice diabetica di tipo 1 con alle spalle 40 medaglie vinte nei circuiti Master, la traversata a nuoto dello Stretto di Messina (2007), di parte del Golfo di Napoli (2010) e un tour italiano di nuoto (2015) diviso in 22 tappe. Monica Priore è una persona che da anni si impegna nel contrastare l’ignoranza sulla patologia, diventando una figura di riferimento in questo ambito.

Il 7 giugno è intervenuta su Radio Cusano Campus per il programma “Genetica Oggi”. Diversi i temi affrontati: i riscatti personali, la vicinanza alla community dei diabetici, l’impegno fisico e psicologico e l’argomento più scottante, la riforma della Legge 104.

 

Monica, come sei riuscita ad ottenere risultati così importanti?

«La traversata dello stretto di Messina è arrivata dopo un periodo di disagio a causa della malattia. Ha rappresentato un vero riscatto personale. Secondo i medici non potevo fare tante cose, così alla fine ho preso la situazione in mano e ho reagito con l’unico strumento che era a me consono, appunto il nuoto. Ho reagito nuotando, facendo questa traversata. Quando mi sono trovata a Reggio Calabria, mi sono resa conto di un successo che non era solo mio ma anche di tutti i diabetici, molti dei quali erano sulla riva e mi guardavano con nei loro occhi uno sguardo di vittoria collettiva: la mia impresa era stata anche la loro. Da quel giorno, capendo che quel gesto era stato importante anche per altri, ho cominciato una battaglia per difendere i diabetici e per far conoscere questa patologia alla collettività».

Anche per questo hai proposto una riforma della Legge 104?

«La Legge 104 permette, ad esempio, ai genitori di figli diabetici di usufruire di tre giorni al mese di astensione dal lavoro per seguirli nelle loro visite. Sarebbe giusto aggiornare questa legge senza sottoporre i bambini malati a numerose visite per assegnare ai genitori la 104. Se la patologia infatti viene diagnosticata è ovvio che fino ad una certa età il bambino avrà bisogno del supporto dei genitori che dovranno seguirlo nella sua crescita. Per me è inutile far passare questi bambini attraverso tutti i protocolli burocratici che esistono per concedere questo diritto a norma di legge, con relativo stress e anche il rischio di una mancata concessione. Ci sarebbe bisogno di un riconoscimento d’ufficio. Inoltre la 104 non prevede la presenza di un infermiere a scuola per il calcolo del carboidrati o la somministrazione dell’insulina. C’è solo un documento strategico che gli istituti scolastici prendono in considerazione se e quando pare a loro. E così, molti genitori, sono costretti a correre dai figli in classe per sopperire a queste mancanze».

Tornando ai tuoi successi sportivi, nel 2015 sei stata protagonista di “Volando sulle onde della vita”. Un vero e proprio tour di nuoto in tutta Italia.

«Sì, 22 tappe, 55 giorni. Sono partita dalla Puglia e ho concluso il giro in Campania, a Sorrento. È stato un tour impegnativo sia dal punto di vista fisico che mentale, ma la spinta che avevo ogni giorno per andare avanti era sapere che stavo facendo qualcosa di importante per i diabetici. In ogni tappa promuovevo l’importanza dell’attività fisica, spiegando alle persone cos’era il diabete mellito di tipo 1. Tutto questo mi ha dato la forza per andare avanti. Ho percorso circa 60 chilometri a nuoto fra mare, fiumi e laghi».

Fonte: Corriere dello Sport

Social

Ritieni utile l'articolo?

Vota selezionando un numero di stelle da 1 a 5, 1 inutile, 5 utilissimo

0 votes

Titolo: L’ONDA BUONA DI MONICA PRIORE

Ultima modifica: 2016-06-13T15:30:17+00:00

Autore: Il Tuo Diabete