La “batata” che combatte la glicemia alta

Ultima modifica: 15 dicembre 2016

Autore: Il Tuo Diabete

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La “batata” per combattere il diabete

Nella buccia di questo tubero dolce c’è una sostanza, il Cajapo, che sembra avere effetti benefici sia sulla riduzione del colesterolo che della glicemia. «La “batata” o patata dolce, nonché patata americana, è una radice tuberosa appartenente alla famiglia delle convolvulaceae, originaria dell’America del Sud ed è arrivata a noi tramite Cristofono Colombo. Non contiene solanina come le patate, appartenendo ad un’altra famiglia, anche se ne ricorda l’aspetto», spiega Serena Missori, specialista in Nutrizione, endocrinologia e diabetologia.

«La “batata” – prosegue l’esperta –  contiene carboidrati, fibre (circa 3 gr), vitamina A, vitamina C, potassio, magnesio ferro e calcio, flavonoidi, antociani. In virtù dei costituenti si può dire a tutti gli effetti che ha potere antiossidante e anti-aging, ovvero anti-invecchiamento. Questo tubero ha ottenuto il punteggio più alto in una classifica sui vegetali più salutari grazie alla elevata concentrazione di principi attivi benefici anche nella buccia e può essere consumata anche cruda» – afferma Missori. «Uno studio clinico ha dimostrato che il Cajapo riduce la glicemia e l’insulino resistenza in pazienti affetti da diabete di tipo 2, dopo 5 mesi di assunzione giornaliera di 4 gr di Cajapo».

Secondo l’esperta questo tubero «è un alimento molto utile per ottenere un effetto anti-aging e antiossidante, un miglior controllo glicemico, la riduzione di elevati valori di insulina». Rimangono comunque primari i consulti del proprio diabetologo sulle dosi e la frequenza.

Fonte: Il Messaggero

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Titolo: La “batata” che combatte la glicemia alta

Ultima modifica: 2016-12-15T12:22:51+00:00

Autore: Il Tuo Diabete