Il cantautore e chitarrista è morto per complicazioni causate dal diabete

JOHNNY CASH, THE MAN IN BLACK DELLA MUSICA COUNTRY

Ultima modifica: 26 settembre 2014

Autore: Il Tuo Diabete

Articolo

Il cantautore e chitarrista è morto per complicazioni causate dal diabete

Un grande artista

“Era così bello e così devastato nello stesso tempo“, queste le parole di Nick Cave in ricordo di Johnny Cash, l’icona della musica country, il punto di congiunzione con il pop commerciale. Fu definito “The man in black”, l’uomo nero, che amava vestirsi sempre di nero tanto da intitolare così il suo primo album e la sua prima biografia.

Cantautore e chitarrista inimitabile, non a caso infatti uno dei pochissimi artisti che ha venduto più di novanta milioni di dischi, un numero da capogiro.

Nato in Arkansas, è il quarto di sette figli: un’infanzia passata tra i campi di cotone con la famiglia, i canti della chiesa e la musica country che passava la radio. È lì che è nato il genio creativo di Johnny Cash che ha cominciato a suonare la chitarra da autodidatta e ha fondato il suo primo gruppo negli anni del servizio militare.

Il successo

Nel 1955 il cantautore statunitense ha firmato il suo primo contratto con la Sun Records e ha cominciato quella che è stata una brillante carriera in crescendo. Ma, come spesso è accaduto, il successo ha avuto un impatto molto forte sull’artista, che per reggere il ritmo dei concerti ha iniziato a fare uso di sostanze stupefacenti che considerava stimolanti necessari. Il passaggio dall’uso all’abuso delle anfetamine è stato rapido e ha aggravato pesantemente sul suo diabete.

Johnny Cash non era certo un diabetico modello! Ma superati i problemi finanziari che si erano aggiunti a quelli familiari, l’artista ha vissuto un periodo di grande serenità con quella che è diventata la sua metà artistica e compagna di vita, June Carter. Da questo connubio è nato infatti uno dei dischi più importanti, Ring of Fire, oltre che John Carter Cash.

E come per ogni uomo felice, la regolarità della sua vita pubblica e privata gli ha dato la possibilità di occuparsi finalmente della sua salute, anche se ormai era troppo tardi per rimediare alle sregolatezze del passato.

 

Verso la fine

Gli anni ’70 e ’80 sono stati importanti per il cantautore che ha dato vita a collaborazioni artistiche rimaste nella storia della musica internazionale: Johnny Cash ha lavorato con Bob Dylan, poi con Bruce Springsteen e gli U2, donando ai suoi fan momenti di musica altissima.

Poi le forze pian piano sono cominciate a mancare, ma nonostante le condizioni precarie, Johnny ha continuato a lavorare fino all’ultimo all’album nato dalle canzoni scritte con June. Johnny aveva capito che si stava spegnendo lentamente già da tempo e registrava tre nuove canzoni al giorno pensando alla fine vicina.

Il suo ultimo album Hurt, raccoglie questo stato d’animo, questa percezione forte che l’artista aveva davanti a sé. Dalla critica musicale è considerato l’album più bello, tanto da ricevere ben 6 nomination e vincere la notte degli Mtv Video Music Awards.

E così, il 12 settembre 2003, Johnny Cash  ci ha lasciati, a causa delle ultime complicazioni dovute al suo diabete. Un’icona della musica, l’indimenticabile uomo nero del country:

 

“If I could start again,

a million miles away,

I will keep myself,

I would find a way”

Social

Ritieni utile l'articolo?

Vota selezionando un numero di stelle da 1 a 5, 1 inutile, 5 utilissimo

1 vote

La narrazione è un potente strumento di trasformazione della pratica clinica, perché gli aspetti medici del diabete non sono più separati da quelli autobiografici.

Scrivici la tua storia all’indirizzo email

Lascia una risposta

Titolo: JOHNNY CASH, THE MAN IN BLACK DELLA MUSICA COUNTRY

Ultima modifica: 2014-09-26T06:30:58+00:00

Autore: Il Tuo Diabete