Cosa ho capito grazie al diabete

SONO IN PENSIONE MA LAVORO SU DI ME

Ultima modifica: 25 maggio 2014

Autore: Il Tuo Diabete

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Cosa ho capito grazie al diabete

Mi chiamo Giancarlo, ho 67 anni e sono un professore in pensione da tre anni. La mia più grande passione, oltre ovviamente all’insegnamento, è sempre stata l’arrampicata libera: niente mi faceva sentire più libero che scalare le montagne situate a pochi chilometri dal mio paesino.

Il diabete è entrato nella mia vita all’improvviso, una doccia fredda: cinque anni fa mi sono accorto di aver perso molto peso e, nonostante fossi un tipo sportivo, questo sintomo non poteva essere attribuito solamente al moto. Arrivato anche il formicolio ai piedi, decisi di effettuare dei controlli; così ho scoperto di soffrire di diabete di tipo 1. Il colpo è stato forte e da quel momento iniziò ad assalirmi la paura di dover rinunciare a quelle che fino a quel momento erano state le mie due ragioni di vita: gli alunni e la montagna. Complice la disinformazione, pensavo che questa malattia mi avrebbe invalidato e reso la mia vita un inferno: niente più free climbing, debolezza, continua attenzione alla dieta e alle iniezioni di insulina. Pensavo di non poter vivere appieno gli ultimi anni di scuola e di non poter dare il massimo durante le lezioni.

Fortunatamente ho scoperto però che convivere con il diabete è più semplice di quanto immaginassi: devo stare molto attento a seguire una dieta bilanciata (mangio molta frutta e verdura e purtroppo rinuncio al formaggio, che adoravo), vado regolarmente dal mio diabetologo e l’insulina è diventata la mia compagna di viaggio. In poche parole ho un lavoro quotidiano: sulla mia persona.

Nonostante non mi fido più a raggiungere da solo le cime dei miei monti, ho trovato un modo alternativo per stare loro vicino: ogni giorno mi faccio una lunga camminata tra i sentieri della valle e contemplo la loro bellezza anche dal basso. L’attenzione alla mia salute e all’alimentazione mi hanno permesso di trascorrere l’ultimo periodo di lavoro con un entusiasmo ancora più grande perché avevo chiaro che il lavoro con i miei ragazzi era lo specchio del lavoro di consapevolezza su di me.

 

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La narrazione è un potente strumento di trasformazione della pratica clinica, perché gli aspetti medici del diabete non sono più separati da quelli autobiografici.

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Titolo: SONO IN PENSIONE MA LAVORO SU DI ME

Ultima modifica: 2014-05-25T14:30:14+00:00

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