IL CALORE IN AIUTO DEL DIABETE: UNA NUOVA CURA

Ultima modifica: 29 giugno 2016

Autore: Il Tuo Diabete

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L’insulina potrebbe essere spazzata via da una nuova cura che utilizza il calore

Al Policlinico Gemelli di Roma è in corso una sperimentazione che potrebbe cambiare il modo in cui si cura il diabete. Si tratta di una nuova tecnica di chirurgia mini-invasiva che rimodella la mucosa duodenale rigenerando l’intestino.

 

L’insulina potrebbe essere spazzata via da una nuova cura. Si tratta di una rivoluzionaria tecnica di chirurgia mini-invasiva, chiamata “rimodellamento della mucosa duodenale”, che promette di mettere il diabete al tappeto usando il calore. In questo modo si direbbe addio a tutte quelle iniezioni necessarie per curarsi.

COME SI SVILUPPA LA TERAPIA?

Ci sono diverse fasi già testate dello studio, ma i risultati definitivi si vedranno solo tra un paio d’anni. La prima parte prevede l’arruolamento di 50 pazienti nei centri europei di Bruxelles, Londra, Amsterdam e Lovanio, oltre al Policlinico Gemelli di Roma che ha coinvolto 7 pazienti. Nella seconda fase lo studio è allargato a oltre 400 pazienti tra Europa e Stati Uniti. Guido Costamagna, Direttore dell’unità operativa complessa di Endoscopia digestiva chirurgica al Gemelli, spiega che: «Alla fine, se i risultati saranno positivi, questo trattamento potrà essere utilizzato da tutti i malati di diabete che non riescono a tenere sotto controllo la malattia con i farmaci». Se lo studio porterà ai risultati sperati non sarà più necessaria l’insulina, perché la patologia verrebbe arginata prima che le punture diventino indispensabili. Una prospettiva davvero interessante per un approccio sperimentale che, grazie alla collaborazione di diverse realtà, si sta sviluppando in più centri specializzati.

Andando a fondo nei meccanismi della procedura, si tratta di agire proprio dove nasce il diabete di tipo 2, ovvero nella mucosa del primo tratto dell’intestino, il duodeno, che produce gli ormoni necessari a regolare la concentrazione di glucosio nel sangue (la glicemia). Un’alimentazione sbilanciata ed eccessivamente calorica può disturbare la mucosa che comincia a generare ormoni anomali, impennando i livelli glicemici. Conseguenze: sviluppo di resistenza all’insulina (l’ormone prodotto dal pancreas che equilibra la quantità di glucosio, evitando i picchi di glicemia), disfunzione delle cellule pancreatiche che producono l’insulina, insorgenza di diabete di tipo 2.

UNA PROCEDURA BREVE E SICURA

La procedura avviene in sala di endoscopia introducendo dalla bocca un catetere a palloncino che arriva al duodeno, dove rilascia energia termica che elimina una parte della mucosa di superficie, normalizzando così in modo duraturo gli ormoni coinvolti nella resistenza all’insulina. Per controllare a distanza e con puntualità la temperatura applicata, i chirurghi si avvalgono del sistema Revita, un apposito strumento sviluppato dall’azienda americana Fractyl Laboratories Inc. «Grazie a questo dispositivo, l’intervento, che dura circa un’ora ed è in anestesia generale, risulta sicuro e ben tollerato dai pazienti, che vengono dimessi il giorno dopo», dice Geltrude Mingrone, direttore dell’unità operativa complessa di Patologie dell’obesità al Gemelli. Se lo studio si svilupperà nel modo giusto portando i risultati sperati, si aprirà veramente una nuova soluzione per la cura del diabete di tipo 2, una patologia che oggi colpisce circa 415 milioni di persone nel mondo di cui 3 milioni e mezzo in Italia. I ricercatori sono ottimisti, e noi con loro.

Fonte: Corriere.it

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Titolo: IL CALORE IN AIUTO DEL DIABETE: UNA NUOVA CURA

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