Frederick Banting e JJ Macleod: una disputa lunga 50 anni

Ultima modifica: 10 febbraio 2017

Autore: Il Tuo Diabete

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A chi vanno i crediti per la scoperta dell'insulina?

Frederick Banting e la scoperta dell’insulina

Negli ultimi mesi del 1920 JJ Macleod, medico britannico residente a Toronto, fu avvicinato da Frederick Grant Banting, un giovane fisico canadese che aveva in testa un’idea rivoluzionaria: curare il diabete usando un estratto del pancreas di chi aveva le principali funzioni interrotte. Macleod non fu subito entusiasta della proposta, questo perché (a differenza di Banting) aveva assistito ad esperimenti fallimentari di altri ricercatori che operavano nello stesso campo. Dava infatti più credito all’ipotesi che vedeva cruciale il ruolo del sistema nervoso nel regolare la concentrazione dei livelli di glucosio. Sebbene Banting non avesse praticamente nessuna esperienza nella fisiologia, riuscì a convincere Macleod a prestargli uno spazio del suo laboratorio durante un periodo di vacanza estiva in Scozia. Oltre al laboratorio, Macleod fornì alcuni animali per gli esperimenti e il suo studente Charles Herbert Best, che lavorava lì come assistente. Macleod ricoprì anche il ruolo di advisor sulla pianificazione del progetto, consigliando su alcune tecniche analitiche, e aiutando durante le operazioni di test sul primo cane.

Mentre Macleod era via, Banting e Best raggiunsero un importante traguardo: isolarono una secrezione interna del pancreas e riuscirono a ridurre i livelli di zucchero nel sangue di un altro cane, il cui pancreas era stato chirurgicamente rimosso. Nel 1921 veniva scoperta la prima insulina.

Il ritorno di Macleod e l’inizio dei guai

Macleod, al suo ritorno, fu sorpreso ed espresse diversi dubbi sui risultati ottenuti. Banting lo prese come un attacco alla sua integrità. Lo scontro fu duro, ma alla fine Banting accettò le istruzioni di Macleod sulla necessità di ulteriori esperimenti, a patto che le condizioni di lavoro nel laboratorio fossero migliorate e che il salario di Best aumentasse. I successivi esperimenti furono un successo e i tre iniziarono a presentare il lavoro alle conferenze. Macleod era un grande oratore e Banting iniziò a pensare che volesse prendersi tutti i crediti. La loro scoperta fu la prima nella edizione del “Journal of Laboratory and Clinical Medicine” del febbraio 1922. Macleod declinò di essere citato come co-autore perché considerò il lavoro un’opera di Banting e Best.

Nonostante il loro successo, rimase aperta la questione su come estrarre abbastanza pancreas per continuare gli esperimenti. Insieme, i tre ricercatori svilupparono un’estrazione alcolica, che si dimostrò essere molto più efficace di altri metodi. Questo convinse Macleod a destinare tutte le attività del laboratorio alla ricerca insulinica e chiamò il biochimico James Collip, figura importante che li avrebbe aiutati con la purificazione dell’estratto.

Il primo test clinico su un umano non ebbe successo. Banting non era sufficientemente qualificato per partecipare e si sentì messo da parte. Con l’arrivo dell’inverno del 1922, Banting era certo che tutti i colleghi di Macleod stavano cospirando contro di lui. Collip minacciò di lasciare il progetto a causa dell’atmosfera tesa, ma gli altri, vedendo del potenziale nello sviluppo del lavoro, lo incoraggiarono a rimanere e l’escalation al conflitto fu evitata.

Nel gennaio del 1922, il team portò a termine con successo il primo test clinico: il fortunato era Leonard Thompson, un 14enne con diabete di tipo 1. Presto seguirono gli altri trattamenti. Tuttavia, sebbene tutti i membri del team erano segnati come co-autori delle pubblicazioni, Banting si sentiva ancora subordinato, soprattutto perché Macleod rinforzò il suo ruolo di coordinatore dei test clinici, ottenendo la maggior parte degli estratti di insulina prodotti.  La presentazione di Macleod al meeting “Associazione di Fisici Americani” che si tenne il 3 maggio 1922 a Washington D.C., segnò un altro passo avanti nel riconoscimento del lavoro, ma Banting e Best si rifiutarono di partecipare in segno di protesta. Tuttavia, in questa occasione, le dimostrazioni fatte dal resto del team riuscirono a convincere gli esperti presenti dell’efficacia del trattamento insulinico sui pazienti, specialmente sui bambini. La notizia si diffuse rapidamente e l’opinione pubblica accolse con fervore questo annuncio. Un vero e proprio successo, considerando che in quel periodo vennero salvati diversi ragazzini che erano dati per spacciati: alcuni, esagerando, parlarono addirittura di miracolo. Da quel momento l’insulina iniziò ad essere prodotta in massa e commercializzata. 

collip best banting

Da sinistra: Collip, Best, Mrs. F.N.G. Starr (suora e infermiera) e Banting

Nell’estate del 1923 Macleod continuò la sua attività, ma su altre ricerche. Si interessò ai pesci teleostei (pesci con uno scheletro osseo vero e proprio), dotati di regioni separate di tessuti e isole pancreatiche. Lavorando su questi animali alla Stazione Marina in St. Andrews, nel New Brunswick, riuscì ad estrarre entrambe le parti in maniera separata, provando l’origine insulare (ovvero delle isole pancreatiche) dell’insulina, anziché degli altri tessuti. Nel frattempo, Banting rimase a Toronto e iniziò a cambiare la storia a proprio beneficio. I rapporti si deteriorarono presto a causa dei resoconti della stampa. Banting era convinto di meritare tutto il credito per la scoperta e arrivò ad affermare che Macleod l’aveva solo intralciato per tutto il tempo, senza dare alcun contributo, se non quello di lasciare le chiavi del laboratorio prima di andare in vacanza.

francobollo

Un francobollo canadese che celebra, senza riportare nomi, l’anno di scoperta dell’insulina

 La verità viene a galla

Dopo la morte di Banting in un incidente aereo nel 1941, Best, con l’aiuto di alcuni amici, continuò a diffondere la versione di Banting sulla scoperta dell’insulina, provando a tagliar fuori Macleod e Collip dai libri di storia. Solo nel 1950 ci fu la prima revisione indipendente su entrambi i lati della vicenda, e il risultato diede credito a tutti i quattro membri del team. In ogni caso, l’immagine pubblica di Macleod rimase danneggiata per decadi, anche dopo questa revisione. Ad esempio, nel 1973 la telenovela inglese “Comets Among the Stars”, lo dipinse come un uomo cupo e rivoltante. Fortunatamente, la seconda rielaborazione televisiva sulla scoperta, intitolata “Glory Enough for All” (1988), lo descrisse più oggettivamente. Negli anni ‘80 era chiaro a tutto il pubblico che la rappresentazione di Banting e Best sulla scoperta dell’insulina era stata distorta, soprattutto a fronte dei nuovi documenti resi pubblici che offrivano una ricostruzione precisa degli eventi. Questa documentazione era stata nascosta dall’University di Toronto per 50 anni, fino al giorno in cui Best morì, nel 1978. La ragione di questa scelta fu in seguito spiegata dall’amministrazione dell’Università che comunicò di aver voluto evitare l’alimentazione della polemica, rimanendo in silenzio per tutto quel periodo. Un gesto se vogliamo prudente che ha però macchiato la reputazione di Macleod negli anni successivi alla scoperta dell’insulina; scoperta a cui tutto il team ha collaborato, nessuno escluso.

uruguay stamp

Un francobollo uruguaiano del 1971 dedicato alla scoperta dell’insulina con i soli nomi di Banting e Best, a riprova di quanto i due scienziati si mossero per ottenere tutti i crediti, influenzando addirittura le poste uruguaiane

 

 

 

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Titolo: Frederick Banting e JJ Macleod: una disputa lunga 50 anni

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