Consigli, precauzioni e accorgimenti per affrontare le trasferte con tranquillità

Diabetici in viaggio per lavoro

Ultima modifica: 11 giugno 2014

Autore: Il Tuo Diabete

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Consigli, precauzioni e accorgimenti per affrontare le trasferte con tranquillità

Il diabete nella valigetta 24 ore

Il primo viaggio di lavoro? È come il primo amore, non si scorda mai. Si vuole dare il meglio, mettersi alla prova. È così un po’ per tutti. Anche per chi è diabetico. E ha lo stesso diritto di avere una vita professionale completa, di fare carriera e quindi di andare in trasferta. Significa, insomma, far entrare il diabete nella valigetta 24 ore, e portarlo con sé agli appuntamenti lavorativi come un “socio”, esigente e un po’ invadente. Non come un avversario. Vale il detto “Se non puoi batterlo, alleati”. Questa alleanza terapeutica con la sua malattia, il diabetico deve stringerla il prima possibile, per poter affrontare in tranquillità ogni nuova esperienza lavorativa. E vincere, in sicurezza, la sfida che ogni cambiamento porta con sé.

Nel “bagaglio di salute” tutto il necessario, e anche di più

Prima mossa: la preparazione della valigia. Anche solo per due, tre giorni fuori casa, non deve mancare nulla del proprio “bagaglio di salute”, come per chiunque segua una terapia cronica. Ci deve essere tutto il necessario per la gestione del diabete e per l’automonitoraggio glicemico, cioè un quantitativo sufficiente di aghi, strisce e, se possibile, due glucometri uguali in modo da avere la riserva in caso di necessità, oltre alle penne da insulina, anche queste doppie. Chi si vale della terapia con microinfusore dovrà assicurarsi di avere i relativi materiali di consumo in quantità adeguata alla permanenza prevista, ma soprattutto sentire prima il diabetologo che lo aiuterà nella gestione dello strumento e del possibile disorientamento nell’assunzione della terapia indotto da eventuali cambiamenti significativi di fuso orario.

Prima di recarsi in tutta sicurezza in un paese estero, è importante informarsi sull’insulina che vi è disponibile (e la cui concentrazione non è detto sia uguale a quella italiana di 100 U/ml) e capire quali sono i piatti tipici più comuni e il loro apporto glucidico specifico.

La lettera lascia passare

Da non dimenticare la certificazione medica che attesta il diabete. Può servire in mille occasioni, per esempio quando si prende l’aereo e si devono superare i controlli. Penne, aghi, insulina vanno portati nel bagaglio a mano e altrimenti potrebbero non passare. Come il microinfusore che fa suonare gli strumenti di sicurezza o più semplicemente per informare terze persone circa la presenza della malattia nel caso fosse necessario qualche intervento in emergenza. Se si effettuano viaggi all’estero più impegnativi, di qualche settimana, è bene essere previdenti informandosi sulle caratteristiche del sistema sanitario locale.

Quando l’insulina va al (frigo)bar dell’hotel

È bene ricordarsi che l’insulina attualmente in uso va conservata a temperatura ambiente (non oltre un mese, ma per alcune insuline anche 28 o solo 21 gg), ma non sotto i 2-8 gradi e sopra i 30. Con il grande freddo e il grande caldo, infatti, bisogna ricorrere al frigorifero. Nessun problema anche in questi casi: ogni camera d’albergo possiede un piccolo frigobar. L’insulina di scorta va conservata invece sempre in frigo.

Contro le crisi ipoglicemiche ci vuole dolcezza

Per scongiurare le crisi ipoglicemiche, una piccola scorta di zollette di zucchero. E poi un succo di frutta, fette biscottate e crakers per non farsi tentare dalle (pseudo) delizie dei buffet alberghieri. Per un diabetico i momenti più importanti sono proprio quelli dei pasti, quando si fa la conta ovvero si adegua la dose insulinica alla quantità di cibo. Ma quando si è fuori per lavoro spesso gli orari saltano. Allora è importante monitorare i valori glicemici e in caso di iper-glicemia fare un piccolo bolo di insulina rapida.

I colleghi? Una risorsa

La trasferta rappresenta un nuovo modo di rapportarsi con i colleghi. Si starà spesso insieme ed è consigliabile, oltre che utile in caso di emergenza, informarli della propria situazione, riguardo ai sintomi e alle gestione dell’ipoglicemia. Meglio essere sinceri che nascondersi e avere atteggiamenti che potrebbero risultare “sospetti”. È bene trasmettere un messaggio chiaro: il diabetico può fare ogni genere di attività, e raggiungere il vertice della vita professionale. Come De Gaulle, Kruscev, Neil Young, Elizabeth Taylor, che hanno viaggiato e lavorato, come e più degli altri.

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Titolo: Diabetici in viaggio per lavoro

Ultima modifica: 2014-06-11T11:48:17+00:00

Autore: Il Tuo Diabete