Quali attività sono permesse, quali sono sconsigliate e le precauzioni da adottare.

Diabete e attività fisica

Ultima modifica: 9 maggio 2014

Autore: Il Tuo Diabete

Articolo

Quali attività sono permesse, quali sono sconsigliate e le precauzioni da adottare.

È ormai noto che, nella gestione del diabete, oltre a un’alimentazione sana è fondamentale un esercizio fisico adeguato e regolare.

L’attività fisica regolare è importante per migliorare la performance cardio-respiratoria, la capillarizzazione muscolare e l’ossigenazione tissutale.

Nei diabetici insulino-trattati, da anni l’esercizio fisico  è ritenuto un importante presidio terapeutico, in quanto ha un’azione sinergica a quella dell’insulina nel ridurre la glicemia.

Attenzione: le modificazioni glicemiche determinate dall’attività fisica dipendono dal valore della glicemia al momento in cui si inizia l’attività fisica, dall’ultimo pasto fatto, dalla terapia che si sta seguendo e dal tipo e durata di attività che si fa.

Effetti
L’esercizio fisico determina un aumento della sensibilità all’azione dell’insulina, il cui effetto permane anche terminata l’attività fisica. Così una partita di tennis fatta all’inizio del pomeriggio può essere causa di ipoglicemia non soltanto il pomeriggio, ma anche la sera. Peraltro è possibile che vi sia un effetto paradosso a seguito del quale l’esercizio fisico determina incremento della glicemia.

Tali elementi fanno comprendere come spesso le persone con diabete siano meno propense a effettuare attività fisica, viste le importanti modificazioni glicemiche che ne possono seguire.

Precauzioni
È importante che il diabetico che voglia svolgere attività fisica tenga presente alcuni punti:

  • Prima di ogni esercizio fisico è essenziale eseguire il controllo della glicemia. In relazione all’ora del giorno in cui si pratica sport, si possono verificare cambiamenti dei livelli glicemici; per esempio, l’esecuzione dell’attività nel tardo pomeriggio può provocare una maggiore caduta dei livelli glicemici rispetto a quando la stessa attività viene eseguita prima o dopo la colazione.
  • Quando possibile, si dovrebbe incoraggiare il diabetico a programmare il suo esercizio fisico in modo tale da migliorare l’iperglicemia post-prandiale, facendolo quindi preferibilmente 1-3 ore dopo il pasto. Per alcuni pazienti, con glicemia particolarmente alta al mattino, il momento più favorevole può essere quello che segue la colazione.
  • Non si deve mai iniziare un esercizio fisico o un’attività fisica con livelli glicemici inferiori ad 80 mg/dl, poiché il rischio di ipoglicemia è molto elevato. In tal caso è consigliabile assumere uno spuntino extra prima di mettersi in moto.
  • Se la glicemia a digiuno è superiore a 300 mg/dl e sono presenti nelle urine corpi chetonici (il cosiddetto acetone, che compare quando le cellule non hanno modo di utilizzare in modo adeguato il glucosio di cui hanno bisogno), è consigliabile migliorare il controllo metabolico prima di iniziare l’attività fisica.
  • I soggetti diabetici che fanno uso di insulina devono ricordare che l’attività fisica può rendere più rapido l’assorbimento e quindi l’azione dell’insulina, se iniettata in prossimità dei muscoli utilizzati per l’esercizio. Il diabetico in trattamento insulinico pertanto, prima dell’esercizio, dovrà praticarsi l’iniezione in una zona non coinvolta nell’attività fisica (ad esempio l’addome) al fine di rendere minimo l’effetto dell’esercizio fisico sull’assorbimento dell’insulina.
  • Anche per il soggetto diabetico l’assunzione di acqua durante l’esercizio fisico risulta essenziale. Soprattutto i diabetici in inadeguato controllo glicemico sono particolarmente predisposti alla disidratazione quando praticano sport.

Attività aerobica
L’attività di tipo aerobico comporta l’intervento progressivo dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio e l’adattamento a lungo termine si evidenzia fondamentalmente nell’aumento del massimo consumo di ossigeno. Tale aumento avviene a qualsiasi età, ma quantitativamente varia in funzione delle caratteristiche dei soggetti.

Il maggiore flusso di sangue si realizza grazie all’aumento delle dimensioni dei vasi e del numero di capillari pervi. Infatti la capillarizzazione muscolare è uno degli effetti principali dell’allenamento aerobico.

Attività anaerobica
L’esercizio di tipo anaerobico non necessita di un intervento diretto del sistema cardiocircolatorio, ma non può prescindere da esso e, determinando un aumento delle resistenze periferiche per l’elevata tensione muscolare, richiede un brusco e intenso incremento dell’attività cardiaca.

Il metabolismo da esercizio fisico comporta l’intervento del sistema ormonale ai fini di regolare l’afflusso ai muscoli delle sorgenti energetiche più importanti, ossia glucosio e acidi grassi liberi. Si avrà quindi una risposta immediata ma anche un adattamento cronico.

Gli ormoni più importanti da questo punto di vista sono l’insulina e gli ormoni della controregolazione: glucagone, catecolamine e cortisolo.

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Titolo: Diabete e attività fisica

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