Risposta

Le condizioni per rientrare in una fase sperimentale di "Erogatore patch pump"

Buongiorno, sono un 44 enne insulino dipendente da circa 8-9 anni. In tutto questo tempo ho avuto modo di verificare che il diabete, almeno nel mio caso, è difficilmente gestibile. Viaggio su una media di 300 di glicemia e 12 di glicata, nonostante la mia alimentazione sia abbastanza corretta, cammino e mi sposto esclusivamente a piedi, anche se il mio è un lavoro sedentario, scrivania e computer. Come insuline utilizzo Apidra per il giorno colazione, pranzo, cena e Lantus per la notte, le medie di unità sono non molto alte 6-7 UI (con aghi da 4 mm aumentando UI vado spesso in crisi ipoglicemica... terribile) nei pasti principali e Lantus anche 30-36 UI la notte. Nonostante monitoraggio e insulina niente da fare. Mi chiedevo se era possibile in qualche modo rientrare in una fase sperimentale di "Erogatore patch pump", do piena disponibilità per qualsiasi prova, sperando almeno in questo caso di avere valori di glicemia abbastanza accettabili. Attendo fiducioso un vostro riscontro. Grazie

APIDRA E LANTUS PER UN DIABETE DIFFICILMENTE GESTIBILE

Ultima modifica: 17 settembre 2015

Autore: Il Tuo Diabete

Gentile Luigi,

nel linguaggio comune (e spesso purtroppo anche in ambito medico) quando una persona viene trattata con insulina, viene definita “insulino-dipendente”. Tuttavia è bene avere chiara la differenza fra essere “insulino-dipendente” ed essere “insulino-trattato”.
Quando si ha una completa carenza di insulina, come nel diabete tipo 1 o nel diabete tipo LADA dell’adulto, è corretto parlare di “insulino-dipendenza” in quanto, a fronte della mancata produzione di insulina da parte dell’organismo, siamo “obbligati” a somministrare questo ormone fondamentale per il nostro metabolismo.
Parliamo invece di diabete “insulino-trattato” quando l’organismo produce ancora insulina, addirittura in quantità nettamente superiore al consueto, ma il suo effetto finale metabolico è del tutto inadeguato ed insufficiente a causa della così detta “insulino-resistenza”. In tal caso l’uso dell’insulina può integrare altri farmaci ad azione ipoglicemizzante, soprattutto se riescono a migliorare la sensibilità dell’organismo all’insulina stessa. Lo stesso termine “insulino-trattato” può essere correttamente utilizzato se la terapia insulinica viene scelta perché ritenuta la più sicura e maneggevole, come nel caso di pazienti con una importante insufficienza renale o respiratoria.

Alla luce di quanto detto, spero che risulti chiaro come nel primo caso dobbiamo lavorare su come ottimizzare la terapia insulinica per tempi, dosaggi e modalità di somministrazione; nel secondo caso possiamo provare a migliorare il controllo della glicemia associando all’insulina altri farmaci, specialmente se in grado di migliorare la sensibilità del nostro organismo all’azione della insulina.

Venendo poi nello specifico della sua situazione di inadeguato controllo, di grande instabilità e variabilità glicemica, le suggerisco di ottimizzare le sue conoscenze sul conto dei carboidrati, e nel contempo capire quale è il suo rapporto insulina/carboidrati, cioè quanti carboidrati sono metabolizzati da 1 unità di insulina. Avendo ben chiari questi aspetti, sarà più semplice definire quali le dosi correttive (in più o in meno) di insulina, anche in base alla attività fisica che pratica.
Se, malgrado l’ottimizzazione di questi aspetti, non vi saranno significativi miglioramenti, potrà essere presa in considerazione la somministrazione continuativa di insulina nel sottocute, con microinfusore, di cui il patch pump rappresenta una recente versione.
Va segnalato che l’erogazione del microinfusore a carico del Sistema Sanitario pubblico comporta una procedura piuttosto articolata, che richiede una forte motivazione e una stretta collaborazione del paziente con il Centro Diabetologico di riferimento. Per avere una idea dei vari aspetti clinici e gestionali, può visionare il “Documento di consenso sulla prescrizione e gestione della terapia con microinfusori della Regione Lazio redatto dalle Società Scientifiche di Diabetologia AMD – SID – SIEDP” del giugno 2011, scaricabile al seguente link http://aemmedi.sezioniregionali.it/lazio/consigliodirettivo-view.asp?IDVerbaleConsiglio=14.

Tenga comunque ben presente che se le risorse dell’automobile sono certamente importanti, la capacità del pilota è comunque insostituibile!

Social

Ritieni utile l'articolo?

Vota selezionando un numero di stelle da 1 a 5 (1 poco utile, 5 utilissimo)

1 vote

La tua domanda all'esperto

* indicates required field

Titolo: APIDRA E LANTUS PER UN DIABETE DIFFICILMENTE GESTIBILE

Ultima modifica: 2015-09-17T06:30:21+00:00

Autore: Il Tuo Diabete